PIOGGIA PER I BASTARDI DI PIZZOFALCONE

Tre anni, un ritorno un po’ a sorpresa dal passato e qualche problemino personale, hanno fatto sì che ci mancasse per due volte,  l’appuntamento annuale con i Bastardi, per fortuna appena apri il libro e leggi le prime parole, succede come quando per un po’non senti o non vedi un amico, il tempo di esaurire l’abbraccio, sedersi e il discorso riprende esattamente da dove lo avevi interrotto.

Li ritroviamo uguali eppure cambiati, invecchiano crescono affrontano nuovi dolori emozioni e cose della vita, come noi, giorno dopo giorno. L’omicidio di un notissimo e vecchissimo penalista, che come spesso accade scuote le alte sfere, fa sì che i Bastardi scoprano inaspettatamente di essere ancora a rischio chiusura. Nonostante gli anni, i successi ottenuti dalla squadra e l’avvenuta “redenzione” dai peccati, non sono ancora poliziotti come gli altri per i colleghi e i superiori, sono e restano sorvegliati speciali , perché quel commissariato, fa gola a tanti.

Non c’è perdono per loro, non c’è cura per le loro lesioni, il passato è una ferita aperta che sotto la superficie non cicatrizza mai, puoi solo dividere la tua pena se ne sei capace e se hai la fortuna di avere vicino persone che possono capire. Questa consapevolezza, applicata al lavoro da Palma, li mescola, fa si che non esista un partner fisso e siano quindi (piacevolmente) costretti a un confronto continuo che alla fine – nello specifico hanno 48 ore – risolvano casi che con le normali procedure, probabilmente farebbero arrestare degli innocenti.

Ma la pioggia? Perché non è vero che a Napoli non piove mai e quando piove per giorni di fila, ora violentemente ora facendo credere di avere smesso per poi riprendere con più vigore, fa degli strani scherzi, ti obbliga a correre per cercare un riparo e quando lo hai trovato a volte scopri che sarebbe stato meglio di no, ti confonde, si confonde con le lacrime, con lo sgocciolio di un rubinetto che perde, crea illusioni visive che ti costringono a guardarti dentro. A volte fa si che anche chi è abituato a bagnarsi, cerchi quel riparo in qualcuno.

Le sottotrame, come sempre alternano momenti terribili a momenti in cui, se non fossi in un romanzo, potresti diventare il colpevole. Se state pensando che mi riferisca ad Aragona (come vittima) ebbene sì, e momenti di assoluto divertimento, per il quale dobbiamo ringraziare Viky, l’enfant terrible figlia della Martinelli e molto molto più saggia della mamma.

Chi ne ha voglia, chi legge per andare oltre il proprio campo visivo, trova spunti per guardare le cose con altri occhi, per capire che spesso le cose sono molto diverse da quello che appaiono. La somma di tutte queste cose, fa in modo che ogni romanzo di de Giovanni contenga tanti mondi quanti ne vogliamo trovare, lasciandoci con il desiderio e la speranza, che da qui al prossimo, non ci siano intoppi.

COME CANTAVA RENATO ZERO? VIVA LA RAI

Ieri mattina finalmente il sole, grazie a un’amica che l’aveva visto sul web a un discreto sedere e alla vicinanza a casa, sono andata a visitare la RAI di Corso Sempione 27. Ci ero andata per un periodo a vedere CHE TEMPO CHE FA, quando era intrattenimento. Preistoria. Conoscevo quindi l’entrata il corridoio dove aspettavamo di entrare e lo studio.

Partiamo dall’edificio, ne abbiamo visitato solo una una parte ovviamente, avevo sentito che era stato progettato da Giò Ponti, nel ’39 ma senza dargli importanza. Le particolarità dell’edificio sono troppe per poterle elencare e parlarne senza dimenticare qualcosa, oltre al fatto che non ne ho la competenza, consiglio però fortemente a chiunque, di cercare dei testi che entrino nello specifico, perché quando te lo spiegano e lo vedi da dentro, ti rendi conto della bellezza. Giusto due curiosità : le scale, con un corrimano a serpentina che permette di non staccare mai la mano per tutti i 6 piani, le stesse, hanno i gradini studiati in altezza e profondità, in modo che salire non sia affatto faticoso. Gli oblò delle porte (originali) hanno la forma degli schermi dei vecchi tubi catodici, con gli angoli arrotondati e le stesse proporzioni. La meraviglia degli studi radiofonici – che noi frequentatori delle prime radio libere, ricordiamo tapezzati con i cartoni delle uova – in cui ogni particolare e intendo proprio tutto, dai pavimenti al soffitto, ai pannelli da un lato fonoassorbenti e dall’altro riflettenti, con cui sono rivestite le pareti irregolari, alle porte completamente isolanti, è studiato perché il suono e le voci – non dimentichiamo per esempio i radiodrammi in diretta – fosse perfetto. Un’acustica eccezionale. Incredibilmente affascinante, davvero.

E veniamo alle riflessioni, dopo le “fughe” per presunte ragioni politiche, di uomini simbolo da mamma RAI, ascoltando chi ci spiegava ( in soldoni, per forza dato il tempo), come funziona un po’ tutto, dalle luci ai costumi e le altre millemila cose, compresi gli sforzi tesi al risparmio energetico per la sostenibilità, mi sono resa conto che siamo dei pollastri. Mi ci metto in mezzo perché anch’io ho discusso degli illustri fuggitivi.

Siamo dei polli perché identifichiamo l’azienda col volto noto, siamo immancabilmente deviati dalle nostre convinzioni simpatie o antipatie politiche e non, ci facciamo condizionare dagli algoritmi che governano il web. Per carità, ovvio che qualche pirlata scappi ai vertici o comunque a qualcuno nella catena del potere e altrettanto ovvio è che qualcuno tenti di essere compiacente, ma attenzione, quelle poltrone lì vanno e vengono, esattamente come vanno e vengono i Nomi, a seconda di chi offre di più. Sapete chi sono i veri uomini azienda? I dipendenti e i pensionati con buona volontà, come quelli che ieri appunto, si sono prestati a farci da ciceroni.

Attrezzisti registi aiuto registi, gente che è stata lì per 40 anni, entrata magari perché ci aveva lavorato il padre, truccatori costumisti cameramen fonici, le redazioni le produzioni. Quelli che pur essendo certi del loro posto di lavoro, lo fanno al meglio, fanno sì che a noi arrivino le immagini nitide con le luci migliori, da studio e da esterni, quelli che conoscono ogni angolo dell’edificio e te lo mostrano con orgoglio, o quelli come l’impiegato o il dirigente (non lo so), che ci ha accolti alla fine del giro, commuovendosi nel raccontarci che a loro, come accade alla BBC, degli ascolti importa relativamente, perché loro sono il servizio pubblico.

Sono quelli che come Massimo Bernardini, lascia sua sponte una trasmissione sana e di successo, per andare semplicemente in pensione, per dare spazio a qualcuno di giovane che la carriera la deve ancora costruire. Non facciamoci abbindolare dai “si dice”, dagli algoritmi dalle nostre elucubrazioni. Pensiamo a tutte quelle maestranze (che è decisamente sminuente) e pensiamo che davvero ci sono migliaia di persone che lavorano perché noi possiamo avere un servizio pubblico, non sarà forse il migliore possibile, ma è tanta  roba.

CHI DICE E CHI TACE

Si dice anche che chi muore giace e chi vive si da pace, fondamentalmente è vero, ma non per tutti e non nell’immediato.

Lea Russo, che pure non aveva un rapporto così stretto con Vittoria, da quando ha saputo che è morta, non riesce a darsi pace. Non può credere che sia affogata nella vasca da bagno, lei che nuotava come un pesce nel mare e non capisce neanche la smania di sapere che le occupa ogni pensiero. È una donna felice del suo status, professionalmente realizzata (l’unico avvocato del paese), sposata all’uomo che ama con cui ha fatto due figlie. Ma una frase, che potenzialmente significa tutto e niente, le accende un sospetto che non riesce a mettere da parte.

La ricerca di una verità, che dopo poco non riguarda più solo il come sia morta Vittoria, la porta inevitabilmente a ripercorrere tutti gli anni in cui la donna ha vissuto a Scauri, l’ultimo paesino laziale della costa tirrenica. Credeva fossero amiche e invece si rende conto di non avere mai saputo nulla, frequentava casa sua, conosce Mara, la ragazza molto più giovane con cui viveva, senza che nessuno abbia mai saputo quale rapporto le legasse, ma Costantinopoli, così è detta la casa, era aperta a tutti, il patio e il giardino sono stati accuratamente allestiti e studiati per essere un posto accogliente, dove bere qualcosa, chiacchierare quando si passa di lì o si portano gli animali a pensione da Mara. Guardando con distacco il passato non può dire che la loro fosse un’amicizia propriamente detta, soprattutto si rende conto di non sapere nulla se non quello che Vittoria ha voluto far sapere, che in realtà è ben poco.

Come sempre accade quando si cerca di sapere qualcosa, ogni domanda ne genera un’altra e le risposte sono sempre meno delle risposte che si trovano.

La Valerio ambientando il romanzo in un passato recente ma non vicinissimo, in cui non ci sono cellulari e social, rende la ricerca di Lea un dialogo continuo fra lei e gli altri conoscenti comuni, ognuno ha un pezzetto di storia da raccontare, la stessa Vittoria, consegnando il suo testamento a Don Michele e nominando Lea come esecutore testamentario, le lascia degli “indizi” da cui ricavare informazioni. Ne escono dei bellissimi ritratti di donne, diversissime tra loro che sembrano appartenere a mondi diversi, quasi paralleli. Donne che vivono se stesse con contezza di sé, che non giudicano, che insegnano e imparano. Un invito alla sorellanza, non quella a prescindere, siamo donne e dobbiamo essere solidali, ma quella vera, che non risparmia la presa di coscienza di eventuali errori restando scevre dal giudizio. Un elogio del donarsi, nei tempi e nei modi in cui si sa dando il a ciascuno il meglio di sé.  

PREVISIONI DAL 21 AL 28.04

Ariete: qualcuno scoprirà degli altarini o un tentativo di fregatura e riuscirà a sventarlo facendo diventare la settimana splendida splendente.

Toro: qualche dissapore con il partner o con amici stretti, niente di grave ma sarete ipersensibili e qualcuno preferirà isolarsi a rimuginare (per poco).

Gemelli: voi questa settimana siete una crasi fra ariete e toro, scoprite delle cose avete qualche problema col partner ma siete molto meno zen dei toro. Non piangete sul latte versato.

Cancro: settimana un po’ problematica anche per voi, non tanto per qualcosa che succede, quanto per come voi vi sentirete, insofferenti con la voglia di mollare tutto e poi ci ripensate. Insomma un tira e molla continuo.

Leone: molto bene, niente di eclatante ma le cose che vanno come desiderate e questo vi farà sentire finalmente bene.

Vergine: qualche desiderio insoddisfatto c’è, ma tutto sommato non ci pensate poi troppo, fine settimana con un colpo di coda che illuminerà tutto.

Bilancia: molto concentrati sul lavoro e sul riguadagnare delle posizioni che forse vi siete dimenticati di rimarcare a chi di dovere.

Scorpione: provate se possibile a guardarvi intorno, c’è la possibilità che l’amore vi stia cercando con una certa insistenza.

Sagittario: gran lavoro, la stanchezza si fa sentire è vero, ma anche le soddisfazioni non mancheranno.

Capricorno: siete agguerriti e con dei progetti che hanno ottime possibilità di concretizzarsi, lasciate da parte i rimpianti, non è affatto detto che siano colpa vostra.

Aquario: un po’ di confusione a inizio settimana, ma da mercoledì in poi, soddisfazioni a non finire.

Pesci: ottima settimana, neanche troppo faticosa a ben guardare.

L’AMORE…IL PIÙ DOLCE E AMARO DEI MISTERI

Oggi un consiglio di lettura, l’autore è il giornalista Giovanni Grasso consigliere del PdR per la stampa e la comunicazione (cliccando sul link, si capisce anche “l’autorevolezza” con cui ha saputo trattare alcuni argomenti) . In L’amore non lo vede nessuno, edito da Rizzoli nella collana Narrative, analizza attraverso un “perverso” gioco delle parti le innumerevoli forme che l’amore fra un uomo e una donna può prendere.

Federica, giovane rampante, disinibita anzichenò, dopo la morte della madre, che ha annichilito il padre e inevitabilmente trasformato gli equilibri familiari, si trasferisce a Milano a lavorare presso una prestigiosa casa d’aste, è ricca, o almeno lo sembra per la vita che conduce.
Viaggi una bella casa gioielli cene e serate, ma davvero col suo stipendio può permettersi tutto questo? Era felice? Era, perché mentre sta tornado al paesino, in una delle rare visite, ha un incidente in cui muore.
Quando qualcuno di così vicino come una sorella, muore improvvisamente, le domande si affastellano nella mente di chi rimane, si crede sempre di avere di avere tempo, ma non è mai così. La presenza di un misterioso uomo, che in qualche modo dimostra di aver avuto con Federica una relazione – di cui nessuno sa nulla – fa scattare nella sorella Silvia, la necessità di sapere.

La sapienza dell’autore sta nel trasformare la legittima curiosità di una donna, nei confronti della sorella e della sua vita, in una specie di giallo in cui la ricerca non è quella del colpevole ma diventa pagina dopo pagina, la caccia a quesiti universali e altrettanto universalmente senza risposta.
Un romanzo che porta il lettore a porsi domande su tanti temi, sull’etica sul significato di determinati avvenimenti e lo fa con una scrittura lenta ma accattivante, colta, con riferimenti alla religione alla Storia e soprattutto all’essere umano con al centro le mille declinazioni dell’amore appunto e dello stesso esere umani, senza far mancare lo “sfioraramento” di argomenti purtroppo attualissimi che scuotono le coscienze.

PER UN’ORA D’AMORE

Da oggi in libreria, io vi consiglio caldamente di fiondarvi in libreria.
Cos’è? Il nuovo romanzo di Piergiorgio Pulixi.
Se con Stella di mare ci ha dato l’ennesimo colpo al cuore, con Per un’ora d’amore ariva il colpo di grazia.
Individuare chi sia il vero protagonista del romanzo è impossibile, ad ognuno di loro, perssonaggio fisso o no, è riservata un’attenzione speciale.

Mani stanche di lavoro, mani che una figia pulisce amorevolmente, prima di riceverne una carezza.
Mani che il lavoro ha consumato per dare un futuro.
Mani che quel futuro lo devono prendere e portare avanti, anche se ormai sono vecchie e stanche ma che non mollano, perché sono le mani di un padre, di un nonno.
Sono mani che sentono quel futuro scivolare via sul sangue innocente che è stato versato.
Prima di mollare la presa però, le mani di quel vecchio, vogliono la verità, quella che si è smesso di cercare perché quello che è successo ieri, oggi è già passato remoto e non ci sono più colpevoli da cercare.
Quello che succede oggi e probabilmente si ripeterà domani ha preso il sopravvento.

Per fortuna (anche nostra di lettori), c’è qualcuno che il tempo e la voglia di cercare una risposta lo trova.
Pavan porta il caso all’attenzione di Strega che nonostante tutto ci si applicherà con il solito cuore. Pulixi come un prestigiatore, tira fuori dal cilindro aspetti dei suoi uomini e donne che forse potevamo immaginare ma erano sottotraccia, li spoglia di ogni difesa e ce li propone in un gioco di specchi che cambia la prospettiva da cui li guardiamo.

Affronta come sempre temi profondi, il femminicidio e le vittime collaterali, perché i nomi delle vittime ce li ricordiamo per un po’, ma i nomi dei loro figli e parenti spesso nemmeno li sappiamo, ma ci sono e devono avere giustizia come i morti. Le debolezze, quelle che nessuno deve vedere, quelle che ci massacrano senza che nessuno se ne accorga, quando chiudiamo gli occhi e il sonno non riesce ad arrivare, quelle che ci impediscono di essere in pace con noi stessi. Le ossessioni che nascondiamo accuratamente e sono comemagma pronto a bruciare e distruggere quello che trovano sul loro cammino.

Un romanzo in cui molti veli vengono squarciati, imperdibile.

ZAMORA

Non è un libro ma viene da un libro – “Zamora” di Roberto Perrone – è stato tratto, quindi tutto sommato è nel posto giusto.

Qualche giorno fa, è arrivato nelle sale Zamora, il film che ha visto all’esordio in regia Neri Marcorè.

È un racconto dolce ma non sdolcinato, si svolge in un periodo che noi ragazzi del secolo scorso ricordiamo bene, ho visto un ufficio come quello del mio papà, con le calcolatrici che srotolavano kilometri di carta, le acconciature e gli abiti che ritrovo nelle foto della mia mamma, le tavole apparecchiate, le stanze con buffet e controbuffet, l’immancabile nuvola di fumo che stazionava ovunque, nei bar nei cinema negli uffici stessi, ma più di tutto, quel modo di essere, naturalmente educato in pubblico e il turpiloqio, che oggi non è nemmeno riconoscibile come tale, che era già una tragressione, riservato al privato.

Una storia d’amore delicata che innesca la voglia di rivincita, dà il la al diventare adulto a un “ragazzo” di provincia. Un ingresso che non avviene con il lavoro ma grazie alla spropositata passione per il calcio del cavalier Tosetto che…

Ho riso tanto, anche grazie alla lungimiranza di Neri che ha lasciato una certa libertà ad attori che maneggiano palcoscenico e telecamera con maestria e allo stesso modo ho pianto, perché alcuni dei protagonisti sono lo specchio di quello che sarebbe necessario per un mondo sano. Ho provato tenerezza per figure che non ci sono più e un moto di orgoglio femminile per le splendide figure di donne, quelle che senza parere, tenevano in piedi tutto.

Persone che sono cadute che sono state sul punto di cadere ma si sono riscattate, non agli occhi del mondo – non tutti – ma agli occhi di se stessi, uomini che hanno recuperato l’amor proprio e forse il loro posto nel mondo.

C’è un mondo in quell’ora e mezza, un mondo per il quale proviamo tutti, più o meno inconsapevolmente, una profonda nostalgia.

Rileggendo mi rendo conto che non ho trovato le parole giuste per descrivere quanto mi sia piaciuto, ma forse non è un problema di parole, perché raccontare la meraviglia di una sinergia perfetta, quella fra regia attori casting, scenografia sceneggiatura fotografia per arrivare ai trovarobe all’ufficio stampa alla social media menager e il talento, non si può raccontare ma solo vedere e vivere.

Io ho avuto la fortuna di avere dopo il film, l’opportunità di ascoltare Neri stesso e Alberto Paradossi, alla fine di un interminabile applauso, chiacchierare col pubblico, e credetemi che è stato spettacolo nello spettacolo.

Sulla pagina facebook di Neri, trovate le date e le sale in cui potrete incontrarlo in giro per l’Italia, gli altri, non se lo perdano.

È molto raro che quando un film finisce gli appalusi invece continuino e continuino e continuino (Guido Meda) – evidentemente è successo e continua a succedere in ogni sala –

PS: non ho nominato gli attori e le attrici perché sono tantissimi e ognuno indispensabile

PREVISIONI DAL 01 AL 07.04

Ariete: tanti pensieri in questa settimana, avete in mente di fare 1000 cose, soprattutto un viaggio. Giorni propizi per mettere in ordine le idee e pianificare.

Toro: chi ha questioni legali in sospeso, questa settimana potrebbe vederle fare un gran passo verso la chiusura, dirò di più, verso la chiusura che desiderate. Molto concentrati sul lavoro che sarà tanto e soddisfacente.

Gemelli: possibile qualche contrasto con chi vi è vicino, per chi li ha direi figli e questo sarà motivo di delusione e desiderio di sparare dei gran vaffa, tratteneteli e valutate quale sia l’approccio migliore.

Cancro: quasi una copia di quello che ho scritto ai gemelli, possibili litigi, a voi non viene il vaffa ma la voglia di andarvene in un angolo a piangere sul latte versato. Lo sapete che è del tutto inutile vero?

Leone: vi state sottoponendo a un giudizio feroce, il vostro. Non fatelo e concentratevi su quello che invece sta andando per il verso giusto, so che è faticoso accettarlo, ma perfino Dio ci ha messo 7 giorni per fare il mondo. Datevi tempo.

Vergine: fatica ad accettarlo eh, eppure se apparentemente ci state riuscendo non siete convinti. Cercate di fare il punto su cosa vi sta stretto e allargate le maglie, potete farlo.

Bilancia: ritagliatevi un po’ di tempo e trovate un posto dove stare un po’ per conto vostro, senza rotture e senza disrazioni, ne avete bisogno e questi sono i giorni giusti.

Scorpione: la settimana è proficua soprattutto per mettere ordine nei vostri sentimenti, detto fra noi ne avete un gran bisogno, l’amore è la risposta, ma a domanda ce l’avete chiara?

Sagittario: altra settimana prevalentemente buona, dovete imparare a mantenere il punto su alcun cose, senza cattiveria (che non vi appartiene) ma sarebbe la cosa migiore da fare.

Capricorno: potrebbe esserci qualcosa di imprevisto e pesante da affrontare, la giustizia però è cieca e questo significa che ogni imprevisto o grana, se siete nel giusto, sarà superata brillantemente.

Aquario: non il massimo ma per fortuna neanche il minimo, una settimana tranquilla in cui dedicarsi al lavoro ma senza smania.

Pesci: siete tanto stanchi, calibate se possibile il lavoro urgente e necessario con quello che potete lasciare da parte e rimandare.

PREVISIONI DAL 24 AL 31.03

Ariete: la settimana potrebbe cominciare con qualche nuvola nera che vi grava sul cuore, la vostra resilienza saprà scacciarle e nei giorni successivi le soddisfazioni e la tranquillità torneranno alla grande.

Toro: anche per voi una settimana quasi spezzata, inizierete concentrati sul lavoro ma l’amore o comunque i sentimenti vi faranno mettere tutto da parte per concentrarvi sul cuore.

Gemelli: alcuni di voi scopriranno qualcosa che avrebbero preferito forse non sapere, eppure per quanto doloroso, allontanarvi da chi non è sincero sarà salvifico.

Cancro: settimana in cio riuscirete a liberarvi del vostro lato (troppo) spirituale, i pensieri vi faranno sentire ingabbiati e non vi starà bene. Vi libererete puntando sul materiale, e sarà di molto sddisfacente.

Leone: avrete il tempo in questa settimana per mettere ordine nei vostri progetti più intimi, è il primo passo per realizzarli, con calma.

Vergine: vi troverete probabilmente davanti a una scelta, intima, dovrete decidere se agire nell’ombra o affrontare a viso aperto le sfide, purtroppo qui non si possono dare consigli, la risposta è dentro di voi.

Bilancia: chi si aspetta da voi solo dolcezza potrebbe avere delle sorprese questa settimana e scoprire quanto potete essere duri quando le rircostanze lo richiedono.

Scorpione: come i cancri vi sentirete ingabbiati dal ruolo, m troverete in voi stessi il modo di liberarvi e sarà sorprendentemente più semplice di quanto pensiate.

Sagittario: continua l’ottimo periodo, equilibrio e risultati vi fanno sentire davvero in pace.

Capricorno: qualcosa vi deluderà e non avrete difficoltà a scartarlo dalla vostra vita, vi butterete probabilmente sul lavoro e il sole tornerà a splendere più di prima.

Aquario: settimana tranquilla in cui potrete dedicarvi a piccoli lavori indispensabili, i pensieri vi lasceranno in pace e di questi tempi non è poco.

Pesci: partite incendiari e finite pompieri, le vostre armi questa settimana sono la dolcezza e il guardare oltre.

PREVISIONI DAL 17 AL 24.03

Ariete: ottimo, avete risolto, molti di voi, ciò che era sospeso e questa settimana potete godervela in santa pace, il sesto senso più attivo che mai, sarà un ottimo alleato.

Toro: sembra andare tutto per il meglio e così è, in realtà qualcosa che non avete forse ben chiaro neanche voi, vi rode. Un piccolo invisibile tarlo, portatelo alla luce o vi farà più male di quel che pensiate.

Gemelli: settimana di altalenante amore, nel senso che probabilmente molti gemelli passeranno le giornate a litigare fare pace allontanarsi e riavvicinarsi. Uh che fatica.

Cancro: non resta che godersi i risultati ed è esattamente quello che farete, o dovreste fare nei prossimi giorni. Direi di godersela.

Leone: la pazienza e la determinazione che avete dimostrato di avere, finalmente daranno i primi fiori, i frutti arriveranno poi, nel frattempo, prendete a piene mani ciò che vi spetta.

Vergine: del tutto inutile pensare a quello che sarebbe stato se, godetevi quel che c’è che l’acqua passata non macina più.

Bilancia: dedicatevi al lavoro, il momento è propizio. Unica avvertenza, ricordatevi che chi fa da sè, fa per tre.

Scorpione: se provaste ad accontentarvi? Quello che volevate lo avete, adesso, almeno per i prossimi giorni, provate a godervelo e basta.

Sagittario: fondamentalmente soddisfatti, potete riposarvi o cominciare a dare forma a qualche nuovo progetto, solo per tenere la mente impegnata, ma anche semplicemente godervi giorni tranquilli.

Capricorno: le armi sempre ben affilate ma credo che questa settimana potrete lasciarle tranquillamente nel fodero, state facendo quel che dovete ed è sufficiente.

Aquario: non gira come vorreste, sembra di sì ma quel tarlo proprio non vi lascia in pace. Prima o poi dovrete affrontarlo seriamente.

Pesci: smettete di lasciare che quel sottile fastidio vi rovini le giornate, il rischio è che l’insoddisfazione rovini il bello che c’è.