Cominciamo a mettere i libri in valigia?

STRANO, MOLTO STRANO

La Rava ha mandato in ferie, speriamo non in pensione, la mia amata Ardelia epperò si è inventata una nuova personaggia assolutamente deliziosa.

Triestina, gente particolare, che invece di restare a piangersi addosso, per una cosa brutta brutta che le succede, si lascia mettere a riposo per un po’ dal lavoro e mare per mare, decide di cambiare aria approfittandone per conoscere il suo unico parente, un nipote, Marco Gazzano, che ha aperto un (pare) delizioso agriturismo dal nome accattivante. Prenota quindi una stanza, pretendendo di pagarla perché il soggiorno sarà lungo.

Marco di questa zia ha vaghi ricordi ma tutto sommato è felice anche lui di conoscerla, magari di trovare perché no, una parvenza di famiglia. Di Emma Belgrado sa poco o nulla, forse una poliziotta o forse un’agente dei servizi segreti o magari nulla di tutto questo, poco importa, avrà tempo di scoprirlo.

Bella tipa questa Emma, trovano subito una sintonia particolare, cercano di starsi vicini senza togliersi spazio vitale – sacro per entrambi – e si scoprono a vicenda

Siccome la Rava è sostanzialmente un’autrice di gialli, la zia, si trova coinvolta suo malgrado in un caso di omicidio (con tutti i crismi dell’indagine) riuscendo a farlo restare in primo piano ma anche sullo sfondo.

Il focus (ma tanto lo sapete che nei romanzi ognuno trova ciò che cerca), è sulle persone, i tipi umani, i rapporti umani, il come sia facile sbagliarsi, come si possa ricostruirsi senza snaturarsi.

Io la consiglio fortemente, un po’ a tutti direi, non serve avere preferenze di genere per godersi questo romanzo e permettetemi, invidiare molto chi ha la fortuna di vivere in uno dei paradisi italiani, la natura ligure.

FINCHÈ DURERÀ LA TERRA

Qui si cambia completamente genere, Giovanni Grasso – giornalista e consigliere per la stampa del PdR, direttore dell’ufficio stampa della Presidenza della Repubblica – per diletto, dice, scrive romanzi.

Usa uno stile narrativo “giallo”, ma in realtà, in questo romanzo in particolare, di misteri da risolvere non ce ne sono, se non quelli legati al comprendere sé stessi, quello che si vuole dalla vita, anche se si è già ampiamente adulti.

Noè Simenoni, dogsitter e insegnante che dà ripetizioni in nero per necessità, ex seminarista che ha capito di non essere fatto per il sacerdozio quando ha cominciato a mettere in dubbio la sua capacità di resistere alle privazioni, è rimasto comunque legato per vie traverse al Vaticano e ai suoi vertici, questo fa sì che venga ingaggiato, più nolente che volente, per una missione che ha a che fare con apparizioni mariane, ragazzine irretite e la necessità di fare chiarezza su quello che potrebbe esserci dietro.

A far da quinta alla “commedia” che deve recitare, l’unica regione italiana dove non c’è il mare, la campagna umbra, tanto rasserenante quanto può diventare ostile, da cui il pover’uomo, a dispetto delle severissime istruzioni ricevute, fugge per amore della donna della sua vita. La figlia di sua sorella. Tutto quello che fa, lo fa per loro, per quanto scapestrata sia la sorella, che ama comunque tantissimo, si sente in obbligo di proteggerle, di dar loro una serenità il più duratura possibile.

Evidente lo spunto preso da Trevignano, Grasso ci racconta cosa, troppo spesso, nascondono queste apparizioni.

Potrebbe sembrare una cosa noiosa, e invece no, a partire dal perché del nome del protagonista, (che ovviamente è frutto di un equivoco), Grasso utilizza magistralmente l’ironia e l’alternanza dei mood.

Molto felice che Rizzoli abbia deciso di “lanciarlo”, lungi dal poter sapere tutto, credo si possa dire che prima del romanzo precedente, non fosse notissimo al grande pubblico, mentre invece ha una capacità di spaziare nei generi e una scrittura che decisamente meritano la lettura.