Non so voi, ma dopo tanti anni di costante attaccamento, ultimamente i romanzi col nostro amato Montalbano, non li ho trovati così coinvolgenti. Forse troppa attualità, troppa politica, troppa amarezza dell’autore che si è trasferita sulle pagine. Ho preso Il cuoco dell’Alcyon per abitudine, perchè comunque quando ami un personaggio ci speri e alle volte vedi che la fiducia è ben riposta? Poco importa che in realtà sia un romanzo vecchio di una decina d’anni credo (comunque c’è scritto che qui non si inventa niente), una sceneggiatura che poi non ha visto la luce e che Camilleri ha leggermente risistemato. Scoppiettante, frizzante divertente e vagamente sopra le righe, ma ottimo. Il povero Salvo viene coinvolto addirittura in un’operazione dell’FBI, ma anche mandato in ferie coatte costretto a tingersi i capelli e a cambiare la forma dei baffi. Il commissariato affidato ad un nuovo commissario. Mimì Fazio e Catarella spostati, un delirio, ma uno di quei deliri che ti godi dalla prima all’ultima pagina. Ovviamente pubblicato da Sellerio
Sempre per divertirvi (in modo particolare se siete donne oltre i quaranta e single),prima o dopo Camilleri, leggete Volevo essere una vedova, La Moscardelli, dopo averci raccontato perchè voleva essere una gatta morta e poi andare a letto presto. Dopo averci deliziato con Teresa Papavero in quel di Stangolagalli, ci dice come lei (o almeno il suo alterego di carta), abbia trovato il modo di mettere a tacere quelle mezze frasi, quelle occhiate un po’ così che ti classificano fra le sfigate che nessuno si è preso, senza pensare che forse le sfigate sono quelle che vorrebbero tanto essere vedove perchè un marito ce lo hanno per davvero. Autoironica spietata e soprattutto senza ipocrisia, è una specie di pocket coffee di cui riassaporare il gusto quando (raramente ma capita), ci si sente giù o sole. Il ritorno del sorriso è garantito. In libreria per Einaudi
Orlov

Per questo ci vuole più di un fine settimana, son 664 pagine, ma state sulla fiducia.
Le montagne e le foreste della
Come spesso capita, almeno a me succede spesso, mi sono arrivati per le mani tre libri di genere molto simile. Due autobiografie e un “saggio biografico”. Buffo ma è così. La prima è la storia di una donna molto apprezzata (mi dicono), che fa ottimi ascolti in tv, il cui titolo sarebbe potrebbe essere “la parola io, ma soprattutto io”. Il secondo libro racconta la vita di una donna sicuramente amata dal grande pubblico, il cui successo credo sia (almeno questo è quanto io ho ricavato dalla lettura) dovuto al fatto che è un’allegra normale signora, che per puro caso è entrata nel mondo dello spettacolo e avendo evidentemente delle doti, è diventata famosa senza diventare una diva. Ma è del terzo che volevo parlare. Un libriccino (ino solo per il numero di pagine), scritto da una grande attrice autrice e scrittrice e doppiatrice
Qualcuno lo ha letto (o almeno lo ha cominciato) su
È la sorprendente storia di una donna che ha sofferto, di una donna innamorata, di una madre sempre presente.
E quindi eccoci qui, Sonzogno riporta in libreria le tre donne che tanti lettori aspettavano. Stavolta il morto è fuori da una balera all’Ortica (un quartiere di Milano per gli esteri), e Iole Libera e Vittoria, se ne occupano con competenze diverse. Vittoria in quanto poliziotta, Libera e la sua incontenibile mamma Iole, “assoldate” da Franca, l’amica ricchissima di Iole che tanta parte ha avuto nelle loro vite. D’altra parte, se ti arrestano il maggiordomo – che è l’unico essere umano con cui hai un rapporto, no, niente di fisico, ma un vero rapporto umano – vuoi riportartelo a casa (soprattutto perchè sai con certezza che tutto potrebbe tranne uccidere qualcuno) e non vai troppo per il sottile.
Un corso di scrittura all’interno del carcere di Pisa e il buon vecchio Malvaldi, ti scova del talento in un uomo che da lì, non potrà uscire per molti anni, sta scontando la pena per un omicidio e conscio del peso di quanto commesso, ha messo a frutto il tempo, scrivendo un libro,
Presente quegli incubi in cui sai che stai dormendo e ciononostante il terrore ti attanaglia? Ecco la situazione iniziale più o meno è quella, posto stranissimo e sconosciuto, paralizzata e con dolori dappertutto, senza un riferimento che sia uno. Poi Julia riesce ad alzarsi e passare in mezzo a quella folla per raggiungere una specie di banco informazioni e cercare di capire. Parlano di un nuovo arrivo, fanno chiamare Agnes, una guida dicono, ma cosa vorrà dire poi? Comunque arriva e con modi un po’ bruschi le intima di seguirla.Il posto diventa sempre più strano, tutto bianco, sembra un aeroporto ma nessun velivolo si muove. Julia chiede protesta si stupisce, finchè una una frase la gela: tu sei morta Julia. Morta morta morta.
Seconda prova per l’autrice siciliana superata alla grande. Non è facile inventarsi un nuovo personaggio seriale che regga bene dopo l’esordio, e invece la Cassar Scalia ha fatto in modo che la seconda indagine del Vicequestore Guarrasi –