ASPETTANDO LA NEVE…

Non di soli gialli si legge (e si scrive), vogliamo mettere sotto l’albero qualche pensiero un po’ speciale? Sì mi poteste obiettare che sempre libri sono, ed è innegabile, ma regalano momenti di relax, sono l’augurio di avere qualche momento per sè e di saperselo godere. Una piccola formalità è un romanzo leggero ma come sempre la Gazzola unisce la leggerezza alla profondità. Profondità di sentimenti, perché poi diciamolo, la maggior parte delle nostre vite si appoggia su quelli. Rachele si trova, partendo appunto da una piccola formalità ad affrontare segreti omissioni e pudori, che non avrebbe mai pensato potessero nascondersi nella sua famiglia e le sveleranno fino in fondo, chi sono i suoi genitori andando oltre quello che vediamo (sì lo facciamo tutti, non neghiamolo).

Sophie Kinsella, lasciata da parte la nostra amata Rebecca, ci regala una donna in cui credo si rispecchino in milioni, letteralmente. Sahsa è in burnout, il lavoro la stressa oltre il sopportabile, in realtà quello che la distrugge è la pessima gestione da parte del suo capo, che però è anche il fratello del fondatore della società, quindi nella teoria, mettersi di traverso può risultare controproducente. Lei però è davvero arrivata a un punto in cui non ce la fa più, niente vita sociale niente flirt, di una relazione non ne parliamo proprio e perfino il sesso le sembra un’inutile fatica. La fuga dalla scrivania è rocambolesca abbastanza da dare subito una sterzata buffa e divertente, che manterrà per tutto il romanzo. Anche la Kinsella è meno superficiale di quanto possa immaginare chi non l’ha letta. Dietro le disavventure che le capitano nell’albergo dove spera di ritrovare la serenità dell’infanzia – e fidatevi che basterebbero le descrizioni dell’hotel e del personale per tenere in piedi il libro – c’è una denuncia forte di come il lavoro sia spesso un problema e di come, anche quando l’unica frase che sale alle labbra è Sono esaurita, è possibile riprendersi quello che l’esaurimento la stanchezza lo stress, non ci fanno più vedere, ma intono a noi continua a esistere. Due romanzi che davvero regalano ore di spensieratezza e una speranza, quasi una certezza, anche quando sembra di no, una soluzione c’è.

Previsioni dal 03 al 10.12

LA RUOTA DELLA FORTUNA – È una adea bendata, ci ricorda che possiamo sperare nella sua benevolenza, che probabilmente ci sarà accordata, ma non dobbiamo mai affidarci totalmente a lei. Homo faber fortuna sua

ARIETE: potrete contare sull’aiuto di un giovane, attenzione però a non farvi tentare dal suo entusiasmo, non è detto che sia la cosa migliore.

TORO: so che non fidarvi di qualcuno vi pesa, ma questa settimana, dovrte usare la razio e stare accorti per capire le motivazioni di chi vi circonda.

GEMELLI: splendida settimana quella che vi aspetta, l’amore la fa da padrone e anche il lavoro gira nel verso giusto.

CANCRO: devo reiterare quanto scritto la scorsa settimana, non avete ancora tutto ciò che vi serve, con pazienza e senza scleri però riuscirete a dare il via, o almeno il pronti.

LEONE: grande intuito e una bella serenità interiore renderanno la settimana produttiva e senza stress di sorta.

VERGINE: tanto impegno nel lavoro che potrebbe farvi sentire un po’ di solitudine, dovete soloo riposizionare le priorità, però davvero che bella settimana per il lavoro.

BILANCIA: potreste avere qualche momento di tensione col partner che tenderà a prevaricare, occhio alle reazione esagerate che potrebbero degenerare.

SCORPIONE: mamma mia, e dicono di voi che siete impulsivi. Quanto sbagliano. Stae lentamente maturando decisioni importanti, non fatevi fretta.

SAGITTARIO: concentratissimi sul lavoro, a dire il vero non ci sarà bisogno di sforzarsi perché le rotture saranno davvero al minimo.

CAPRICORNO: la evlocità aumenta e bisogna tenere saldo il volante, se qualcuno tena di spingervi fuori strada, mettete in campo la vostra prverbiale concentrazione e non ci sarà niente che potrà disturbarvi.

AQUARIO : ancora acciaccati, concentratevi sul lavoro, in fatti o progetti.

PESCI : settimana tranquilla, equamente divisa fra lavoro e amore che non si pestano i piedi fra loro.

CONSIGLI PER LE STRENNE

Nel caso non lo aveste letto, o se lo avete fatto, archiviato con un azz che bello e dimenticato, segnatevelo per uno dei pacchetti sotto l’albero. Di lui, Pierluigi Porazzi, avvocato friulano, relativamente poco social, scrittore eclettico in grado di affrontare svariati generi, come si confà a quelli bravi, Pupi Avati (non pizza e fichi) ha detto : “Un talento nella scrittura”, io (più pizza che fichi) aggiungo, leggetelo. Ha preso una cosa di cui io, che mi picco di essere abbastanza colta, nemmeno sospettavo l’esistenza, e ci ha fatto un romanzo, un giallo e che giallo. Le imagini anamorfiche. Fa impressione eh, sotanzialmente si tratta di un’illusione ottica per cui l’immagine anamorfica diventa visibile solo guardando da una determinata prospettiva o con strumenti deformanti. Voi capite che già mettere al centro di un giallo le immagini anamorfiche, la dice lunga sulla fantasia, far filare tutto senza una sbavatura, la dice lunghissima su quanto è bravo. Comunque vi basti sapere che Porazzi ci porta a spasso per Udine accompagnando la Leone e Alex Nero, ormai ex poliziotto ma dall’intuito indispensabile, nel complicato mondo del commercio artistico. Un mondo che pochi – grandi scrittori – hanno affrontato, forse proprio per la complessità delle regole che lo governano. Eppure Porazzi, lo fa con grazia e ferocia, la giusta dose di ferocia che fa di un thriller un noir perfetto. Se siete appassionati d’arte non perdetelo, se siete friulani, non fatevi mancare un romanzo che racconta anche la capitale del nord est

Previsioni dal 26.11 al 03.12

Asso di coppe – è l’amore in tutte le su declinazioni.

ARIETE: è il momento di dare inizio a dei nuovi progetti, non pensarli ma realizzarli, avete già ben chiaro quali sacrifici comporteranno e come affrontarli.

TORO: chi ha subito le delusioni di cui parlavo la scorsa settimana, ne porterà ancora qualche strascico, ma l’amore e i pensieri collegati, vi daranno la spinta per superare definitivamente quel che è stato.

GEMELLI: un bell’equilibrio di base renderà ancora più chiaro quello che avete cominciato a intravedere, per qalcuno saranno “scoperte” dolorose, ma meglio adesso che più in prossimità delle feste, c’è il tempo di elaborare.

CANCRO: voi dovrete fare i conti con qualcosa che si rivela più pesante del previsto o con la non completa realizzabilità di qualcosa che avevate in mente, troverete una soluzione alternativa (con un po’ di fatica ma la troverete).

LEONE: un equilibrio perfetto quello che avrete questa settimana, date spazio alla razionalità e i risultati saranno splendidamente sorprendenti.

VERGINE: qualche momento di confusione che si risolverà con l’aiuto del partner, se c’è, o con il pensiero all’amore che riproporzionerà tutto.

BILANCIA: e se non sono le distrazioni sono le tentazioni e poi vi svegliate coi rimpianti. Buttatevi sul lavoro nei prossimi giorni, è lì che troverete soddisfazioni (anche insperate).

SCORPIONE: qualche alto e qualche basso, ma voi manterrete un’invidiabile equilibrio che vi farà portare a casa la settimana, con anche qualche soddisfazione.

SAGITTARIO: mi tocca ribadire quello che ho scritto la scorsa settimana, ma cambia il finale, a fronte di un momento di scoramento, avrete alla fine una soluzione soddisfacente.

CAPRICORNO: siete sempre armati, ma fa parte del vostro essere, questa settimana però, lasciatevi avvolgere dalle attenzioni di un giovane uomo, saranno salvifiche.

AQUARIO : qualcuno dovrà affrontare una batosta non leggerissima, non fatevi trovare impreparati .

PESCI : qualcuno non è limpido come voi, ma è la settimana giusta per iniziare un viaggio dentro di voi e riproporzionare le cose, potreste perfino riuscire a togliere un po’ di fango dalle polle d’acqua a cui bevete.

COME SCOMBINARE LE CARTE

Cos’è che ci fa dire che un autore (scrittore pittore scultore poeta) è di successo? Domanda difficile eh, credo che sia ragionevole pensare che lo sia, o così si definisca, se è qualcuno il cui nome è riconosciuto, anche da chi non ne conosce il lavoro. E se posso aggiungere una riflessione, in Italia ma credo sia così un po’ ovunque, abbiamo autori che ancora non sono riconosciuti come meriterebbero. Non soggettivamente attenzione, perché un’opera può piacere o non piacere, ma esistono dei canoni oggettivi ben precisi. Alessandro Berselli è uno di quelli che secondo me, almeno ogni volta che esce un suo romanzo, dovrebbe essere chiamato a presentarlo nelle trasmissioni televisive. Bravo, non ci sono altre parole più adatte. Scrive da molti anni e per quanto abbia un discreto successo, dovrebbe averne di più. Con questo romanzo che si discosta nettamente dai precedenti, dimostra, se ce ne fosse stato bisogno, di avere raggiunto la maturità. Non perché i romanzi precedenti non lo fossero, ma per contenuto e per la vastità della platea a cui se lo leggessero (e io gli auguro siano davvero tanti) piacerebbe. La trama de Gli eversivi la trovate ovunque, la specifica dei protagonisti forse un po’ meno, quindi abbiamo sullo sfondo, una coppia di genitori preoccupati e ricchi abbastanza, da rivolgersi a un’agenzia investigativa decisamente sui generis. La Marple, organizzata quasi militarmente, ognuna (perché solo di donne è composta) ha le sue mansioni e sgarrare può costare caro. Quattro donne con delle personalità forti, che tengono lontano dal lavoro la loro vita privata per contratto. O almeno dovrebbero. Una giovane donna, figlia dei due di cui sopra , ha preso una deriva pericolosa, si trova invischiata in qualcosa di grosso, sicuramente più grosso di lei. Ecco dove si fa sentire il talento di Bers e la precisione con cui si documenta. Nel trasformare una “deviazione” dal percorso consueto, in una spy story con tutti i crismi. Aggiungeteci che è ambientato a Bologna, che dell’eversione porta i segni indelebili ed è rimasta una città viva, ma viva davvero e gli altri personaggi, fra i quali non saprei definire i cosidetti minori. La trama è perfetta, non ho trovato un punto che sia uno da contestare o che non mi abbia soddisfatta, leggetelo e poi mi direte.

A DUE A DUE (FINCHÈ DIVENTAN DISPARI)

Fino a qualche tempo fa, come un po’ tutti quelli che tengono un blog, tendevo a recensire – consigliare, i libri appena usciti. Poi son capitata su dei gruppi nei social e ho scoperto che tanta, tantissima gente, vive i libri in maniera normale e non compulsiva, cioè li legge anche dopo ANNI. Sono rimasta un po’ così, però effettivamente, lo faccio anch’io (con l’esclusione dei miei autori del cuore e lo sono sia Cristina Cassar Scalia che Piergiorgio Pulixi, che ho letto appena usciti), quindi insomma, si parla di libri, poco per chi li ha letti, anche se un confronto fra lettori è sempre una buona cosa, di più per chi li leggerà, magari invogliato da qualcosa che scrivo. La banda dei carusi è la xesima (perdo i conti) storia di Vanina Guarrasi, è uscito a giugno, dopo che l’autrice ha voluto regalarci un viaggetto nel passato, quello in cui il vicequestore è arrivata da Palermo a Catania e si “presenta” alla squadra risolvendo il caso de Il re del gelato. Però torniamo ai carusi, sono i ragazzi(ni) uno di questi, per cui l’unica carriera possibile sembrava essere nella cupola delinquenziale, era riuscito a cambiare un destino che sembrava scritto e riscattarsi, con l’aiuto di don Rosario Limoli, che a San Cristoforo, quartiere difficile di Catania, è un punto di riferimento proprio per chi vuole togliersi dalla strada, per quei carusi che decidono di cambiare vita. Thomas era uno dei suoi ragazzi e viene trovato ucciso nell’unica spiaggia sabbiosa della città. L’imperativo, quello che va oltre il dovere, diventa prendere chi l’ha ucciso. È il desiderio di tutti i coinvolti, perché sanno che Vanina lo conosceva quel ragazzo, era un successo anche suo che non fosse più un delinquente nonostante la famiglia, che a dispetto del suo intorno vedesse un futuro pulito. Che La Cassar Scalia sappia scrivere è ormai assodato, calibra perfettamente le storie personali dei protagonisti e la trama gialla, ha una prosa immediata che inframmezza con espressioni frasi e parole in catanese, si è inventata le catanesate di Vanina, scorribande cultural popolari che la allontanano dal suo essere profondamente palermitana. Quello che mi preme dire è che, ovviamente a parere mio, questo è il migliore di tutta la serie, sia per la trama gialla, sia per le sottotrame. Forse per l’empatia che si sente più che negli altri, per il coinvolgimento più della squadra del medico legale del PM, dei coinvolti a vario titolo, reso perfettamente omogeneo, forse perchè i protagonisti sono poco più che bambini. Insomma, se è vero che le serie sarebbe meglio iniziarle dall’inizio, è altrettanto vero che leggendo questo e recuperando in seguito i precedenti, l’innamoramento per il vicequestore, è immediato e garantito.

Stella di mare, quella che garantiva ai marinai di mantenere la rotta, quella che è diventata una canzone meravigliosa di Lucio Dalla è anche Stella, una giovane donna di una bellezza straordinaria, un viso e un corpo che se fosse nata in una grande città, sarebbe stata reclutata da giornali e casa di moda che se la sarebbero contesa a suon di centinaia di migliaia di euro. Purtroppo Stella è nata a Cagliari e nello specifico a Sant’Elia, che corrisponde a un Quarto Oggiaro a uno Scampia (specifichiamo anche, nell’immaginario collettivo o nella narrazione giornalistica, chè nella realtà sono piene di persone per bene). Sua madre è tutto tranne una madre, suo padre è stato allontanato e ha un fratellino disabile. La sua roccia è la nonna, che io reputo un personaggio fondamentale nel computo totale del romanzo. Stella lo sa di essere bellissima, è anche una tosta, una a cui non si mettono i piedi in testa, ma non saprà mai se i suoi sogni sarebbero diventati realtà, perché qualcuno la uccide, brutalmente, con la ferocia dell’amore che diventa odio. Che le storie di Piergiorgio siano toste, ma toste vere, lo sa bene chi ne abbia letta anche solo una, ma anche lui , sempre per quano mi riguarda, qui si è superato. Se ne L’isola delle anime ci ha profondamente toccati con la descrizione di quella Sardegna dell’interno, di quelle antiche tradizioni che ancora oggi son vive, qui ci porta nella Cagliari moderna, in mezzo alla desolazione che viene da povertà droga e delinquenza che ne consegue. E qui torna in primo piano la nonna, Tzia Rosaria, che incarna la tradizione, i detti popolari, la saggezza antica che tace, che si affida ai proverbi, che subordina tutto al suo sentire volto a quella che per lei è giustizia. Pulixi lascia a briglia quasi sciolta tutti i personaggi, Croce Rais la Pontecorvo ma soprattutto Strega, si concentrano sul caso certo, e ribadisco che quanto riesce ad essere noir lui, pochi, ma cominciano a squarciarsi quei veli che in qualche modo li proteggono. Comincia a intravederei quadro che si materializzerà la visione completa e questo fa sì che leggerlo diventi quasi una dipendenza. E però, diciamolo, queste sono dipendenze belle, ma belle assai.

Previsioni dal 19 al 26.11

ARIETE: altra settimana n cui la fanno da padroni lavoro e denaro, credo fosse il consiglio della scorsa settimana, se vi fanno incazzare, una sola reazione: FREGARSENE, ma in toto proprio .

TORO: possibile qualche grossa delusione verso metà settimana, una grossa multa, una cosa burocratica che si intoppa, insomma qualcosa che vi butterà parecchio giù. Tocca starci.

GEMELLI: per voi confermo il trend positivo, solo un pochino di attenzione a chi non vi vuole proprio bene, ma non ha il coraggio di essere un nemico dichiarato.

CANCRO: un po’ meno della settimana scorsa, ma decisamente bene anche i prossimi sette giorni, come i gemelli, dovete solo fare attenzione a chi nasconde un coltello dietro la schiena mentre vi sorride.

LEONE: se riuscite a “imporvi” nei primi giorni della settimana, nessuno ma proprio nessuno, oserà contraddirvi. D’altra parte il leone sembra un grosso gatto puccioso, fino a quando non ruggisce.

VERGINE: ottime giornata in cui avrete qualche intuizione notevole per migliorare o comunque incrementare il portafogli.

BILANCIA: non fatevi distrarre, il rischio di andare in cofusione verso metà settimana è particolarmente alto, niente di drammatico, ma potreste commettere qualche errore che poi dovreste pagare.

SCORPIONE: anche voi particolarmente intuitivi, finalmente vi si chiariranno le intenzioni di una persona che tentate di decifrare da un po’, non sono sicura che vi piacerà quello che scoprirete, ma sempre meglio sapere e agire che stare nell’incertezza.

SAGITTARIO: per molti di voi sarà una settimana cruciale, si delineano questioni sospese e potrete pianificare come affrontarle.

CAPRICORNO: qualcuno potrebbe tentare di fregarvi, siamo in ambito denaro, ovviamente non ci riuscirà, dovrete però tenere a freno l’istinto di far partire una delle vostre micidiali cornate ma sarà l’unico disturbo in una settimana tranquilla.

AQUARIO : ancora il lavoro in primo piano, ma resta ferma quella necessità vitale di lasciar andare qualcosa che non ha più senso tenervi stretto. È difficile? Sì, tanto .

PESCI : pronti e agguerriti, per fortuna le armi vi serviranno 0, tutto tranquillo con il Sole che vi illumina.

QUEI BRAVI RAGAZZI

Giulia Cecchettin – foto ANSA

Credevo che ormai non mi facesse più di tanto effetto, certo la rabbia c’era, c’è, ad ogni femminicidio, ma questa ragazza mi è entrata nel cuore, ho addosso una rabbia feroce, ho sperato che l’avesse rapita e lei stesse cercando di convincerlo a tornare, poi è uscita la notizia dell’aggressione, ho sperato che fosse stato un attimo di mona come si dice dalle mie parti, che il sangue fosse di una ferita di quelle che sanguinano tanto ma non sono gravi. Ovvio che una vocina diceva che mi stavo illudendo, ma non volevo ammeterlo, per rispetto a quel padre così pacato, probabilmente conscio che stava sperando in qualcosa che non era più possibile. Oggi, quando si è saputo che Giulia, il suo corpo era stato ritrovato, è stato troppo. Per qualche attimo ancora ho sperato che l’avesse composta perché l’irreparabile era successo ed era andato nel panico o nella disperazione, per avere involontariamente spezzato una vita che amava. Invece no. Conosco i luoghi dove l’ha gettata, non ci vai per caso. Adesso sento che è stata accoltellata più volte. Peggio mi sento. Di quell’essere immondo non voglio parlare, non lo voglio neanche nominare. Adesso prenderei letteralmente a calci i genitori di quello schifoso, altrettanto schifosi. Perché è evidente che hanno guardato da un’altra parte, non hanno voluto vedere chi era quel bravo ragazzo. Hanno lasciato che uno psicopatico senza empatia, stroncasse una vita che non era la sua. Io sono una di quelle persone che crede nei raptus, so che può succedere, ma normalmente vivaddio, non viaggio con un coltello in borsa. A 20 anni l’amore deve essere gioia, o dolore immenso quando finisce, a vent’anni devi saperlo che può succedere, ma devi avere degli amici che ti portano a casa 5 cartoni di birra e ti lasciano ubriacare finché il dolore annega, stanno con te il giorno dopo e quello dopo ancora, finché diventa sopportabile, finché capisci che andrai avanti anche senza di lui o di lei. A vent’anni hai il diritto di lasciare il tuo ragazzo, hai il diritto di avere altri desideri altri sogni che non lo contemplano. Giulia avrà per sempre ventidue anni, quella mezza sega uscita male, spero marcirà di fuori come è già marcio dentro, in galera in un fosso vivo o morto, non ha importanza, non si può dare importanza a un essere così. Ai genitori di femmine, bambine, ragazze che diventeranno donne, per amor di Dio, insegnate loro a cogliere il più piccolo segnale, perché ci sono sempre. Diteglielo che il lupo esiste e spesso sembra un agnello, spiegate loro che non devono rinunciare alla vita, che appena si sentono scomode in un abbraccio, devono scioglierlo, che non devono vedere l’uomo nero ovunque, ma che devono imparare a difendersi. Che non vuol dire andarsene al primo schiaffo, vuol dire capire che quello schiaffo prima o poi arriverà e andarsene prima. Vuol dire denunciare certo, ma in primis parlare con i genitori le amiche gli amici, uscire in compagnia, non dargli spazio, non dargli agio di vendicarsi dei torti che pensa di avere subito. Vuol dire che a quell’ultimo incontro per un chiarimento, dirgli che sì, ci andate, ma al bar della piazza, che non andrete a parlare con calma da qualche parte voi due soli. Significa dirgli chiaro e tondo, ti ho sgamato, so che non mi posso fidare, qualunque cosa farai io sarò in guardia, sarò pronta ad affrontarti con alle spalle il mio mondo sano. Perché chi va all’appuntamento con un coltello è un vigliacco che se sa di essere stato scoperto scapperà, poi ci proverà a prenderle di sorpresa. Forse qualcuno ci riuscirà anche ma non sarà più lo stillicidio quotidiano. Ditelo alle vostre figlie, che possono essere buone e pulite com’era Giulia, che non è necessario vivere nella paura, ma preparate sì. Perché il mondo è pieno di vigliacchi, ma loro, le nostre figlie sorelle amiche, potranno contare sempre su tutto il resto del loro mondo pulito.

Previsioni dal 12.11 al 19.11

05.11 – 12.11.2023

ARIETE: continua la serie di giornate positive in tutti i settori della vita. Bene il lavoro, la vita di coppia ma soprattutto il vostro standing interiore .

TORO: meno male va, vi state un po’ riequilibrando, solo questa settimana non ragionate in termini di cosa potreste perdere, l’accumulo non è necessario e potete stare bene con quel che avete.

GEMELLI: la forza che vi sarà indispensabile questa settimana è la temperanza. Non sclerate, lasciate che il resto del mondo si impicchi da solo, dategli corda e i casini degli altri non vi toccheranno proprio.

CANCRO: allora, il lavoro gira bene, molto bene. Gli affetti un pochino meno. Ci sono cose (o persone) che dovete necessariamente lasciare andare, trattenerle può solo farvi più male che lasciarle.

LEONE: qualcuno potrebbe risentire di un atteggiamento un po’ autoritario del partner e avere qualche momento di tristesse, ma fondamentalmente sapete di poter mettere in riga chiunque senza neanche alzare la voce.

VERGINE: tutto scorre liscio, dovete solo essere accorti nel non stare sempre sulla difensiva, troppa carica rischia di farvi impallare da soli.

BILANCIA: voi dovete solo stare attenti al diavoletto che la scorsa settimana insidiava gli scorpione, porta sicuramente del “divertimento”, leggete prima il menù con i prezzi.

SCORPIONE: gran settimana cari scorpione, rimettete la codina nel fodero che questa settimana non vi serve proprio, fila tutto che è una meraviglia e voi dovete solo godervela.

SAGITTARIO: c’è da fare qualche aggiustamento sui progetti in corso, che stanno comunque procedendo sui binari prefissati. Attenzione ai dettagli, è lì che potrebbero nascondere le insidie.

CAPRICORNO: qualche rimpianto potrebbe disturbarvi, parliamo d’amore, forse dovrete ammettere che la vostra coppia non è proprio quello che sembra.

AQUARIO : anche per voi il focus è sulla coppia, qualcuno potrebbe accendere la luce e farvi vedere cose che preferireste ignorare.

PESCI : niente rimpianti pescetti, siete sula strada giusta, dovete solo proseguire così.

BREVE RECENSIONE TRISTE

È quasi più lungo il titolo che il romanzo

Ma questo ovviamente non mi ha impedito di divorarlo in un paio d’ore, vi chiederete perché ho scritto recensione triste, se vi aspettate una recensione negativa, mi spiace ma resterete delusi. Triste perché avevo voglia di un Manzini tout court, invece, niente indagine. Una ricerca che ci aspettavamo, ovviamente; non si passa sopra un fatto brutto (così brutto), come se fosse un po’ di polvere da togliere , soprattutto se sei un bandito tradito da un fratello e a dirla tutta, meno ancora se sei una guardia col cuore bandito, magari solo un pochino. Il titolo poi è estremamente esplicativo. Insomma, non mi aspettavo un carnevale di Rio ma neanche quello che ci ho trovato – che ribadisco il concetto, mica vi fosse sfuggito, è una storia di Manzini scritta da Manzini – Quindi? Eh, ho avuto la netta impressione che potrebbe essere, almeno nell’intenzione, la chiusura di un cerchio. Che potrebbe essere l’ultima “avventura” di Rocco Schiavone. Che ci starebbe anche voglio dire, se un autore non ha più voglia di indossare ancora lo stesso vestito, eh, può farlo (direi addirittura che deve) e la sensazione è stata proprio che si sia voluto concludere, chiudere le porte che erano rimaste aperte per poi proseguire su altre piste. Ecco perché triste, è anche vero che l’autore ha più e più volte dimostrato, di scrivere meravigliosamente anche quando parla d’altro, indipendentemente da quanto a un lettore possa piacere un personaggio; Avrò avuto la giusta sensazione? Non lo so, certamente il consiglio è di leggerlo, indipendentemente da quello che sarà e poi aspettare tutti insieme la prossima “fatica” del nostro eroe, in questo caso l’autore, che qualunque cosa deciderà di scrivere, a noi piacerà praticamente di sicuro.

PS Leggo in un thread sulla pagina FB di Sellerio,, che non sono l’unica ad aaver avuto la sensazione di chiusura, ma la CE smentisce assolutamente, quindi confidiamo nel fatto che loro ne sanno sicuramente più di noi.