

Gli Uomini piccoli “Gridano molto se vogliono farsi valere“, e poi c’è invece sottovoce dice tutto
Enrico Ruggeri, Rouge, quello che davvero in Italia è stato punk prima di tutti, che ha sorpreso tutti portando a Sanremo Contessa e poi pezzi di una profondità assoluta, toccando temi a 360 gradi.
Ostracizzato da una certa parte di pubblico per la sua presunta appartenenza o simpatia per la destra, demonizzato per aver avuto, fra i pochissimi personaggi pubblici, il coraggio di disallinearsi sulla questione vaccini, da molti anni, ha affiancato all’attività di cantautore, quella di scrittore, personalmente ritengo, con lo stesso successo.
Ha scritto romanzi cosiddetti di formazione, penso a Un gioco da ragazzi, con connotazioni politiche – nel senso più letterale del termine – noir che non hanno nulla da invidiare a nessuno, un’autobiografia in cui non si è fatto sconti. Tutti con due caratteristiche ben individuabili, l’equilibrio e la pacatezza. Enrico non gioca facile, racconta il sentire dei personaggi entrandoci, che siano da una parte o dall’altra, inscatolati dal sentire comune fra i buoni o fra i cattivi, lui li toglie dalla scatola e ce li mostra per quello che sono, con tutte le contraddizioni, le debolezze e la forza di uomini e donne.
È un uomo mite Ruggeri, non alza la voce, ha quella mitezza che viene dalla forza interiore, dalla coscienza pulita azzarderei e questo si riflette in quello che scrive, siano testi musica o libri.
I 10 racconti di Personaggi e interpreti sono davvero piccoli film, sogni sfumati nella quotidianità, vite che si lasciano vivere, le esaltazioni e le delusioni dell’amore, il primo o l’ultimo poco cambia, il cercare di fare la differenza, la fatica di crescere, di subire di ribellarsi senza violenza.
Non manca, un tema che ormai è parte integrante dele nostre vite, l’AI o IA che dir si voglia. Un’ipotesi che non avevo ancora trovato – e considerata la quantità di cose che leggo, potrei azzardare che forse nessuno l’aveva ancora messa così, ma non posso giurarci ovviamente – resta che è riuscito a inquietarmi per più di qualche ora e fidatevi che non sono affatto un tipo impressionabile.
Un altro centro pieno insomma, un libro da non farsi mancare e se posso, non con le sue canzoni in sottofondo, perché anche quelle, vanno ascoltate e non solo sentite distrattamente.
D’altra parte il talento è così, quando c’è, si esprime in ogni direzione.
