Di solito non scrivo per prendere like o plausi, scrivo i miei articoletti per il piacere di condividere emozioni. Stavolta lo faccio chiedendovi di leggere e se siete d’accordo condividere, ma chiedo anche a chiunque abbia un profilo twitter, di farlo menzionando l’account di Maurizio Lupi. @Maurizio_Lupi
In grassetto il testo dell’interrogazione parlamentare.
“È troppo se chiediamo alla Rai di Campo dell’Orto di tenere la propaganda della sessualità libera, sia essa etero o omo, fuori dalla prima serata? È proprio necessario che in qualsiasi trasmissione, sia un talk show, un festival canoro, una produzione di Rai Fiction quale che ne sia il genere, commedia o poliziesco, debba contenere scene esplicite di sesso omosessuale?. Sì “onorevole”, è decisamente troppo e soprattutto la domanda è confusa, le creano problemi le scene di sesso in generale, come si evince dalla prima domanda, o solo quelle di sesso omosessuale come specifica nella seconda? Capisce lei stesso che la distinzione è fondamentale perché nel secondo caso lei implicitamente rifiuta dei diritti garantiti per legge anche alle coppie omosessuali, francamente credo che da un parlamentare questa sia una cosa che non è accettabile. Possiamo poi discutere anche del termine esplicite, mi pare evidente che se considera esplicite le scene contenute nella fiction che nomina dopo, ma allora dovremmo considerare tali anche quelle che vediamo su RAI3, nella serie Un posto al sole” o per restare nel poliziesco, quelle che si sono viste nei film dedicati a Montalbano.
La signora che ha scritto ad Avvenire denunciando la gratuita, non giustificata cioè dall’intreccio narrativo, scena di sesso tra due donne che ha scandalizzato sua figlia nella puntata del 23 gennaio della serie ‘I bastardi di Pizzofalcone’ ha ragione da vendere. Non so ovviamente che professione svolga la signora che lei chiama in causa, ma mi viene difficile capire come possa considerare gratuita la scena in questione, che in realtà è legata ad una delle trame che sono parte integrante dei romanzi. Fra l’altro onde evitare delle figuracce, per il futuro le consiglio di leggere i libri di cui intende parlare, anche se lo fa riferendosi alla trasposizione televisiva.
A quell’ora i bambini davanti alla televisione sono tanti. Dovremmo intenderci sul termine bambini, la scena a cui lei fa riferimento, almeno credo, è andata in onda oltre le 22, un orario in cui i bambini, in un giorno feriale, dovrebbero forse essere a letto a riposarsi per la scuola del giorno dopo e non certamente davanti alla televisione, tanto meno a guardare un prodotto che per sua natura, e non è questo il caso, può includere cadaveri, morti violente e altre amenità che personalmente non ritengo adatte a dei bambini. Forse invece di pensare a farle giungere le sue vibrate proteste, la signora farebbe bene a preoccuparsi di come sta educando la bambina.
Fino a quando noi cattolici, ma chiunque ancora creda nella funzione educativa della famiglia, dovremo finanziare con il nostro canone l’incontinenza visiva e le pulsioni ideologiche e non solo di registi e autori pagati con il denaro pubblico?”. Lo dovrete pagare ahimè fino a quando i governi che sostenete promulgano leggi che obbligano a farlo. Le confesso però che l’incontinenza visiva, riguarda solo ed esclusivamente chi non usa il telecomando, e la invito a riflettere sul fatto che trovare pulsioni ideologiche in un libro o un film giallo, è un esercizio che nemmeno i migliori funamboli possono trovare fattibile.
Concludo con un invito, legga Lupi, regali alla signora la serie completa dei Bastardi, eviti e faccia evitare a chi crede nella funzione educativa della famiglia, di guardare un prodotto tratto da un libro senza averlo letto, senza sapere davanti a cosa ci si sta ponendo. Vi si aprirà un mondo. Un mondo pulito, di storie in cui il sesso è parte dell’amore, lei ha figli e quindi la cosa non dovrebbe giungerle nuova, ma si può fare anche se non finalizzato alla procreazione, così, solo per amore. Ma soprattutto rifletta e se può risponda lei a una domanda, fino a quando noi che non sbandieriamo la nostra religiosità, dovremo pagare perché i nostri parlamentari si preoccupino di cose così lontane dal benessere del Paese. Si ricordi quando le verrà ancora chiesto di intervenire, di fare quel minimo di ricerca, quei soldi pubblici a cui lei fa riferimento, hanno prodotto questi risultati, se le par poco…“Un milione e mezzo di euro al mese per sei mesi dalla produzione solo per la logistica, alberghi, ristoranti, trasporti, che saranno nuovamente spesi per la più che probabile seconda serie. Un centinaio di operatori napoletani assunti per lavorarci. Immagini della città che arrivano a sette milioni di persone, un mare di messaggi e telefonate di gente che vuole venire a vedere da vicino, richieste di indirizzi precisi dei posti dove sono state girate le scene.” (copiato dal profilo di de Giovanni)


Un libriccino piccino, una raccolta di racconti (raccontini) piccoli ma carucci assai. Lo ha scritto
realtà l’asticella è stata portata a livelli da record e non da record italiano. Poi vi parlo del libro ma prima volevo soffermarmi sull’
Cosa conosce un panettiere? Conosce la notte, è nel silenzio che fa il suo lavoro, mentre la maggior parte della gente dorme sogna o fa l’amore, il panettiere è lì, davanti al forno in cui cuoce la vita. C’è un modo di dire per indicare una donna gravida, si dice che “ha una pagnotta nel forno”, e non è un caso, il pane è da sempre metafora di tutto, “buono come il pane” “
Ma insomma sti gay, froci ricchioni culattoni busoni o come più vi piace chiamarli, esistono o no? Esistono ma siccome sono effeminati non giocano a calcio, se per caso dovessero di sicuro non arrivano alla massima divisione. E invece Diego Di Martino (abbiate pazienza ma è napoletano ed ha avuto il coraggio di nascere il giorno in cui il Napoli ha vinto lo scudetto, si è rassegnata anche la mamma), a ventidue anni gioca in serie A e ha un piccolo problema. Lo sa lui e lo sa il suo procuratore, gli piace il pesce. La cosa è parecchio problematica perché come si diceva, nel calcio non esistono i gay e quindi incontri clandestinissimi e blindati con dei marchettari strapagati (la discrezione quasi mai è gratis) supervisionati dal suo procuratore e donne farlocche con cui apparire sulle copertine dei giornali. Poi vai a guardare gli scherzi che fa il destino, Diego scopre che mogli e figli o virili manate in campo, nascondono a volte altri gay, altre anime che non possono uscire. Ovviamente non vi racconto nulla di come si svolge la trama di un romanzo che definire godibile è poco, ma sottolineo come Carrino sia in grado di alternare momenti in cui ti si stringe il cuore a momenti in cui ti pisci addosso (cioè, io ancora non mi sono ripresa dall’immagine dei mammut – che al mercato mio padre comprò perché erano finiti i topolini -) ed è solo un esempio. Ti sbatte letteralmente in faccia il sesso e l’amore, perché come dice magistralmente, si perdona la droga il tradimento l’indulgere nella prostituzione anche minorile che si picchi la moglie, ma la tenerezza e l’amore no; “è l’amore storto che somiglia paro paro all’amore dritto che non si perdona: la somiglianza alla sedicente normalità, in questi casi non si perdona mai.”
Gli appassionati di gialli e in particolare quelli di autori italiani conoscono bene il giornalista investigatore
Venezia è piena di belle donne, ma c’è un uomo che guarda oltre la bellezza e l’eleganza, lui ha una passione per le
Premessa: chi come me ha amato Patricia Cornwelll, ad ogni nuova uscita di un autore amato è diviso fra la smania di avere subito il libro fra le mani, e l’orrenda consapevolezza che 99 su 100, avrà l’ennesima delusione, vada tranquillo, la delusione qui non c’è.