Sono giorni strani in cui si discute più del solito di Ius soli, oltre che di tante altre cose; dipenderà dal fatto che abbiamo un ministro per l’integrazione – credo sia la prima volta – o dal fatto che il ministro è nero, non lo so e francamente poco mi interessa conoscendo la velocità con cui l’italico popolo si innamora e disamora delle cose e delle idee, so che esattamente negli stessi giorni, poco dopo l’ insediamento del neoministro (che fra l’altro è un medico con delle strane teorie – vedi associazione culturale DAWA) pochi giorni dopo dicevo, quando infuria la polemica sullo Ius soli, un immigrato – non importa di che nazionalità – a cui è stato negato l’asilo politico, evidentemente non concedibile – trova a Milano un cantiere aperto e incustodito, prende un piccone e allegro se ne va per la città ammazzando e ferendo dei poveri cristi che si facevano bellamente i fatti loro. Ora per le leggi vigenti in Italia questo signore di cui non voglio sapere il colore la nazionalità o i problemi personali, ha potuto fare ricorso contro il negato asilo politico, e nel frattempo dar di matto. Allora io dico che prima di pensare a ius soli sangui e quant’altro, dovremmo rivedere seriamente in maniera non discriminante ma logica, le leggi che regolamentano l’ingresso e la permanenza; accoglienza non significa accettare passivamente un’invasione indiscriminata, che sempre più spesso, nell’ordinario e nello straordinario, va a scapito di gente qualunque, che avrebbe il diritto di vivere serena. Mi si obietterà che il mio è un discorso razzista. Non lo è, a meno che i delinquenti non siano considerati una razza. E un delinquente, di qualunque colore odore sapore, va messo in condizione di non nuocere. Se trattasi di delinquente straniero e non legittimato a stare qui, va affidato alla giustizia del suo paese, se legittimato, rinchiuso senza se e senza ma.
Autore: Coleichelegge
Se c’è la salute…
Stamattina è ricomparsa sulle bacheche facebook una notizia che risale a gennaio ma ogni tanto rispunta. E’ la storia di quell’infermiere Marco Lenzoni che rischia il licenziamento per aver pagato il ticket ad una donna in difficoltà economiche. Facciamo due considerazioni; la signora evidentemente veniva da Marte, o forse da Cuba, non mi risulta infatti che esistano posti al mondo – fatto salvo il policlinico di ER – dove vengano erogati esami e visite senza il pagamento del ticket, ossia senza l’esibizione dell’esenzione. Esenzione faccio presente che viene concessa per i più svariati motivi fra i quali il basso reddito. Capisco la tenerezza e il bisogno di scagliarsi contro le istituzioni, non parliamo poi di quelle con qualche problema tipo le ASL, ma francamente anche attivare il neurone non sarebbe male.
Ho letto due pagine di link che rimandavano alla notizia, ovviamente le sfumature sono equivalenti a quelle dell’arcobaleno, ma su una cosa sono tutte compatte ed uniformi. Nessuno riporta di quale patologia soffrisse la figlia – la cui età peraltro varia dalla più tenera infanzia a quella adulta, si parla di una generica febbre per cui il medico curante avrebbe richiesto degli esami del sangue.
Vogliamo linciare qualcuno? Ben venga. Abbiamo una necessità insopprimibile di eroi? Povero il paese che ne ha bisogno recita un famoso aforisma, di sicuro abbiamo bisogno di ricominciare a pensare, a porci delle domande, a non condividere delle gigantesca cazzate senza collegare il cervello al mouse. Perché questa donna non aveva l’esenzione? Perché si è presentata a chiedere degli esami sapendo che avrebbe dovuto pagare e non avendone la possibilità’? Perché nessuno si è posto queste due domande prima di sprecare fiumi di parole?
Come sempre, ai posteri l’ardua sentenza.
Un bel tacer…Con quel che segue
Facciamo il punto? Non mi pare strettamente necessario ma due righe ci stanno. Equitalia impazza, la gente si suicida, le imprese chiudono e quelle che aprono lo fanno con soldi riciclati dalla mafia – di qualunque nazionalità essa sia – e i nostri signori parlano.
Parlano di povertà come se la cosa li riguardasse, come se conoscessero il significato della parola, cosa di cui onestamente dubito, credo che ad andare a cercarlo non se ne trovi uno che sappia cosa vuol dire non avere il denaro per fare la spesa, non sapere come pagare le bollette e chi più ne ha più ne metta.
Fanno le manifestazioni contro la povertà, e non ditemi che ‘sta roba non fa ridere i polli. Immagino la signora povertà che si spaventa tantissimo e se la da a gambe. Su tranquilli, avete le cartelle esattoriali che popolano le vostre notti? Da lunedì scompariranno.
Parlano di legalità, ma la priorità nell’assegnazione delle case è di chi a volte delinque, a volte no, ma vive da anni in situazioni che legali non sono. Non voglio difendere i palazzinari, in fondo godo quando gli emuli di Arpagone che affittano ad extracomunitari si ritrovano con le case occupate per anni senza prendere un euro, l’avidità genera effetti che evidentemente non vengono presi in considerazione. Però mi chiedo perché gente che non paga l’affitto da anni, debba essere privilegiata rispetto a qualcuno che ha sempre rispettato i contratti e le leggi, spesso con fatica.
Parlano di dialogo, ma sindaci assessori e compagnia sono delle entità raggiungibili solo durante le manifestazioni in piazza, e ti stringono la mano sorridendo come ebeti, ma se cerchi di raggiungerli nei loro sancta santorum, puoi morire nell’androne, o al limite tentare con una seduta spiritica.
Un popolo strano che continua a lasciarvi spadroneggiare forse si merita questo trattamento, ma da parte vostra egregi signori, non è onorevole comportarvi così. E allora chiedo, se proprio il vostro mestiere non lo sapete fare, almeno tacete. Fate un gesto nobile per una volta.
Panem et circenses – ovvero come ti intorto il popolo
Ascolto i nostri politici presenti ai vari talk show (certo vorrei sapere quando vanno in aula ma è un particolare irrilevante a quanto pare) e mi sorge l’ennesimo interrogativo. Per governare un paese, è o no necessario conoscerlo? Non sono un mostro in storia, ma se penso anche vagamente alla nostra storia partendo da quella antica, mi chiedo se qualcuno si ricordi chi siamo. Come si può pensare ad una legge sul conflitto di interessi, in un paese in cui dai tempi dell’impero romano vige la corruzione, vige la legge del più forte, vige la distinzione in ceti? Certo le cose andrebbero adeguate ai tempi, ma questo è un paese in cui si sono fatti gli imperi sulla formula “panem et circenses“, un paese in cui il popolo o il popolino se preferite, accetta e ha sempre accettato tutto a condizione di avere appunto di che mangiare e di che divertirsi. Al popolo italiano, fin da quando l’Italia non c’era, non interessa come, interessa che gli venga garantito il pane. Forse non solo agli italiani per altro, se pensiamo alle teste ghigliottinate. Resta il fatto che davvero bisognerebbe capire prima di candidarsi alla guida, che non si può pensare di insegnare agli asini a volare, e promettere le ali a tutti è una presa in giro. E come i politici si dimenticano o non sanno la storia, altrettanto fanno gli asini che li votano, dimenticandosi che fino ad oggi, nessun asino è mai riuscito a volare.
Non sono stato io – ad libitum
Facciamo un gioco e immaginiamo di avere dei soldi da investire, decidiamo di comprare un’azienda. Bene individuato il settore e le aziende in vendita, optiamo per quella che ha grandi potenzialità ma anche una situazione di debito, d’altra parte un’azienda florida costerebbe molto di più. Bene, se siamo imprenditori seri avremo messo in preventivo che quei debiti li abbiamo acquisiti insieme alla possibilità di guadagno. Ora la mia domanda è: passiamo le giornate a dire ai creditori che non possiamo pagare e che i debiti non li abbiamo contratti noi, posticipando ad libitum l’inizio della fase di guadagno? O non pagheremmo invece i debiti e cominceremmo a produrre? Io credo che la logica faccia propendere per la seconda ipotesi. E adesso spostiamoci in politica, se mi candido, so che qualora fossi eletta mi troverei a fronteggiare situazioni che si trascinano da decenni. E qui la domanda diventa: mi metto al lavoro per tentare di risolvere la situazione – nei limiti del mio mandato? O passo da un salotto tv all’altro spiegando che i debiti non li ho fatti io e la situazione è drammatica per colpa di altri? Cari politici, è un bene che andiate da un talk all’altro, ma vogliamo cominciare a vivere i talk come cassa di risonanza su quello che avete fatto, non su quello che non avete potuto /saputo fare. Non me ne frega niente di sentire proclami su quanto vi abbasserete lo stipendio – anche perché poi chissà com’è non si abbassa mai – non mi interessano più le analisi accurate sulle colpe pregresse, voglio una politica che faccia, non che dica. Iniziate a pagare lo scotto di sedere su quelle comode poltrone e agite. A meno che non avesse ragione Max Weber, e in quel caso signori siamo messi davvero male.
Nemmeno il tempo di sognare
La notizia non è da prima pagina, in fondo l’omicidio di un trans che si prostitusce non è una gran sorpresa. Certo le modalità dell’omicidio qualche perplessità la suscitano, che motivo ci può essere per bruciare la faccia del morto visto che non mancano altri metodi per l’identificazione. Il Giudice Erri Martello sa che non sarà un caso facile anche se c’è un indiziato perfetto, Stefano Sonnino “fidanzato” di Barbie, visto da un testimone sul luogo del delitto, senza uno straccio di alibi che non siano una pizza e un cinema da solo. Qualcosa però non torna, né all’ispettore Raul Cavani a cui è affidato il caso, trasferito da Milano a Udine, né al giudice, e tantomeno ad Alex Nero, ex poliziotto – a cui hanno ucciso moglie e figlia e da quel momento vive in Slovenia con la sola compagnia di un cane – che viene ingaggiato dalla sorella del Sonnino a cui lo lega una vecchia amicizia. È una piccola città Udine e se il proprio nome viene accostato alla frequentazione di una trans si rischia la distruzione della propria vita sociale, soprattutto se si è un politico o un alto funzionario. Lo sanno bene il Giudice Giuffrida, superiore di Martello, il commissario Santoruvo, che con la complicità di politici e carabinieri corrotti esercita il suo piccolo potere sulla città. Lo sanno i carabinieri e i poliziotti che usufruiscono dell’attività di trans e prostitute per soddisfare i loro vizi e arrotondare considerevolmente le entrate. E lo sa il senatore Ristagno, legato alla delinquenza e con un potere occulto che non si è guadagnato sul campo. La situazione sembra chiarirsi, quando Laurenti ex tronista di scarso successo, viene trovato morto, apparentemente suicidatosi con la stessa arma che ha ucciso Barbie. Il caso sembra risolto, frequentava il trans, che faceva delle riprese ai suoi clienti, e per evitare il ricatto l’ha ucciso si è suicidato. Ma le domande che si accumulano insieme alle persone coinvolte sono tante. Troppi i personaggi in vista i soldi – puliti e non – e le reputazioni che girano intorno ai morti perché la soluzione sia così semplice.
Davvero ottima questa seconda prova di Pierluigi Porazzi dopo L’ombra del falco, e i numerosi racconti, che lo indicano da tempo come una voce potente nel panorama thriller – noir italiano. Decisamente cresciuto nello sviluppare la trama, complessa e lineare al tempo stesso, ha affinato i caratteri dei personaggi delineandoli con incisività e chiarezza. Una storia cattiva, perfettamente inserita nella realtà odierna, che sta a pennello nella provincia di confine, ormai equiparata alla metropoli per il sottobosco di poteri occulti e legati solo a denaro e potere. Fatto salvo Alex Nero, eroe positivo che abbiamo conosciuto nel precedente romanzo, fino alle ultime pagine molti dei protagonisti restano nel limbo, non si possono incasellare fra i buoni o i cattivi e questo da una marcia in più a un romanzo che già di per se marcia perfettamente. Non mancano un paio di colpi di scena del tutto inaspettati che al lettore amante del thriller richiamano alla mente i grandi scrittori stranieri con cui non faccio paragoni ma legittimi accostamenti.

Marò che due marò
Evvai tutti felici sì? Gli assassini torneranno a farsi giudicare dove hanno commesso il fatto. Come è giusto che sia. Però aspetta cos’è che mi sfugge? Ah sì per l’omicidio – perché questa è l’accusa – in India è prevista la pena di morte. Come dite? Ah bé se hanno promesso che non l’applicheranno è tutta un altra storia, allora possiamo fidarci. Sì è vero che secondo tutte le convenzioni internazionali i diplomatici non si toccano e il governo indiano ha privato della libertà il nostro ambasciatore, ma che c’entra, una promessa è una promessa dai. Certo una domanda mi si è presentata e un po’ ‘sto tarlo mi rode, ma per caso, dico solo per caso, i due pescatori morti, quando andavano in giro per il loro bel paesino non è che si sentivano autorizzati a stuprare, eventualmente anche fino alla morte, qualche donna che girava da sola? No perché mi pare che lì in India, funzioni così, ma sono morti e ben si sa che dopo morti son tutti santi. E quindi? Niente di nuovo sotto il sole, un governo capace di usare il pugno di ferro su chi non ha – per sua scelta – voce. Capace di massacrare i suoi cittadini con tasse spropositate leggi inique e una spocchia inimmaginabile, ma pronto a calarsi braghe e mutande, nei confronti di chiunque alzi appena la voce. E noi stiamo a guardare, anzi una parte di italiani, sta lì con la bava alla bocca, ricordando molto – almeno alla sottoscritta – le iene (con tutto il rispetto, visto che quella è natura), ferme un po’ indietro a lanciare il loro grido agghiacciante, pronte a sbranarsi quel che resta dei corpi sbranati da altri. Al netto di qualunque valutazione umana politica e di diritto, l’ennesima figura di merda di un Paese che magari fosse solo allo sbando. Buon viaggio ragazzi, e non vi preoccupate, se dovessero condannarvi a morte, il governo e tutta Italia si stringerà attorno alle vostre famiglie.
Ah mia lingua si bella e perduta
Io ho sorriso la sera dell’elezione quando il Papa Francesco spontaneamente ha salutato dicendo ci vediamo domani, un po’ come se salutasse gli amici dopo una cena, poi mi son fermata a riflettere sul fatto che stava parlando in una lingua che non era la sua e probabilmente non sapeva bene che tipo di obblighi liturgici avesse. Poi ieri ho seguito la messa, da agnostica e ho apprezzato davvero tanto l’omelia a braccio, Papa Francesco mi ha strappato un ulteriore sorriso di comprensione, quando l’ho visto esitare e cercare la parola, alla fine gli è uscita “confessione”. E va benissimo, abbiamo capito esattamente cosa intendeva dire, ed essendo di confessione cattolica nonché madrelingua straniera, l'”errore” ci sta. Non ci sta che da ieri sera decine di giornalisti vaticanisti sproloquianti di professione, PAGATI per diffondere le notizie, continuino a massacrare la lingua italiana riportando che il Papa ha indicato la confessione come uno degli obiettivi da perseguire. Signori giornalisti, emeriti cretini, mangiapane a tradimento ignoranti patentati – che se dipendesse da me sareste arrestati per ingiurie al popolo – la parola corretta era PROFESSIONE, si professa la propria fede e si confessano i peccati e i reati.
Conclaviamoli tutti
Si da inizio alle danze in Vaticano e ripensando all’origine della parola conclave, il desiderio di utilizzare l’antico metodo ampliandolo ed applicandolo ad altri ambiti, si fa più forte di ora in ora. Partiamo dal presupposto che uso delle iperboli, ma non troppo. Ora provate per un attimo ad immaginare gli attuali governo e parlamento, chiusi a chiave, con viveri razionati e isolati dal mondo, niente telefoni niente internet niente esterno insomma, rinchiusi fino al momento in cui, tramite fogli cartacei fatti passare sotto la porta, non mandino fuori una nuova legge elettorale (credo che un decreto legge sarebbe la cosa più veloce) e una piccola norma transitoria, che abroghi ogni qualsivoglia legge decreto disegno o quant’altro sia in vigore, che riguardi indennizzi indennità emolumenti stipendi e rimborsi, ponendo -sempre a tempo determinato – un limite di 5000 euro al mese, che tu sia il presidente della repubblica o il commesso, o un quadro dirigente eccetera in una società che sia partecipata dalla cosa pubblica, in ogni sua forma, Stato Comuni Regioni Province, anche solo per un 1%. L’eccedenza in un fondo ad utilizzo immediato per saldare i debiti della PA nei confronti della PMI. Non dimentichiamoci che anche se sono state fatte le elezioni quello di Monti è ancora il governo in carica. Firmato il decreto e stabilita la data per le nuove elezioni, li facciamo uscire. Lo so è antidemocratico, non si fa eccetera, ma se ci pensate, democrazia significa potere del popolo, è palese che signori delegati da noi, non hanno finora fatto il nostro interesse, riprendiamoci il potere con un giro di chiave. Fin qui siamo rimasti nella capitale ma spostiamoci in quella che una volta era l’altra capitale, Milano. Più precisamente in corso di Porta Vittoria, a palazzo di giustizia. Prendiamo il collegio giudicante, l’accusa e la difesa, e li chiudiamo in aula, senza ulteriori udienze, senza ulteriori testimonianze, e procedano ad arringarsi fra loro a leggere rileggere gli atti di ogni processo, li lasciamo a panini e acqua minerale fino a quando non fanno uscire da sotto la porta le sentenze per ogni processo di qualunque ordine e grado riguardi Berlusconi. A quel punto se è innocente ( lo so volevo sdrammatizzare un attimo) che sia fermata la macchina, se è colpevole che sia arrestato e sconti la sua pena. Non ha incarichi politici non esiste motivo per cui non possa essere definita la questione. Mi obbietto da sola che una certa sensazione di accanimento personale c’è anche in chi come me, non lo ama particolarmente, Ma non è cosa di oggi e se trasferimento del processo /i andava chiesto, lo si doveva fare molto tempo fa. Adesso è tardi e quel che è fatto è fatto.
AAA fegato nuovo cercasi
Poi ci sono delle notizie che ti mandano al manicomio e ti chiedi citando Gaber se per caso “sei tu che non capisci più un cazzo”.
Il notizione del giorno è che la Svizzera non fornirà più, diminuendo gradualmente, il plasma e il sangue alla Grecia. Questo a fronte di un debito di qualche milione. Orrore e raccapriccio naturalmente, il fatto che il sangue costi e venga offerto gratuitamente, e i costi siano sostenuti per la corretta conservazione e il trasporto, ovviamente non viene in mente, e anche nell’articolo del prestigioso quotidiano, questo particolare è riportato in due righe, a fondo articolo.
Ora la domanda è: perché diavolo i greci non dovrebbero come tutti andare a donare il sangue? Per quale astrusa ragione il resto del mondo deve sentirsi in obbligo di fare un gesto che dovrebbe essere assolutamente logico e naturale, che però a loro non viene in mente? Ovviamente a fronte di notizie certe e documentate sono pronta a dare lo stesso risalto alla smentita.
La seconda botta di oggi è uno spot sui bambini africani denutriti, io la storia della conservazione della specie eccetera la conosco, ma onestamente quando ho visto l’immagine di quella bimba piena di croste e dio solo sa quali malattie, dovute alla malnutrizione ho avuto un solo pensiero: datemi in mano i due delinquenti che l’hanno messa al mondo. E non mi venite a raccontare che mettono al mondo i figli perché la chiesa non vuole che usino i preservativi o che le donne fanno i figli perché violentate. Qui non si tratta di chiesa o di cultura, se tu metti al mondo un figlio sapendo che non potrai nutrirlo, con la speranza che qualcuno se ne prenderà cura, o nel caso morisse ne farai un altro, non sei concepibile come essere umano. Non sei paragonabile nemmeno alle bestie propriamente dette, perché quelle figliano per istinto.
La terza mi è arrivata a domicilio, suona il campanello una volontaria di Save the children e mi dice che il progetto di cui si stanno occupando è combattere la tratta dei bambini vergini. Sì sì avete letto bene. Il che presuppone bambini non vendibile perché già abusati. Mi si è stretto lo stomaco e ho pregato un dio in cui non sono sicura di credere, di fulminare sul colpo chi vende i figli. Lo so che la colpa è di noi occidentali che abbiamo sfruttato queste povere popolazioni rendendole prive di ogni dignità, ma se vendi tuo figlio, un bambino, io ti riserverei lo stesso trattamento che ho in mente per chi lo compra. E ve lo risparmio perché sarebbe troppo cruento anche per il più sordido assassino.
