Ciao Francesco

O Recami, non ti ho mai chiamato Francesco, è arrivata sta notizia che onestamente mi ha devastata. Era un po’ che non ci vedevamo, in quanto a manifestazione pubbliche eri peggio di Manzini, però incontrarti era sempre bello. Mi fa strano usare il passato, forse mi lascio scappare il presente. L’ultima volta credo sia stata a Cascina Anna, e poi mentre tu andavi a prendere la metro, in autobus, in piedi, traballanti e a ridere.

Avevi sempre un’aria fra lo svagato e il cosa ci faccio qui, in realtà non ti sfuggiva nulla, poi quell’umanità che guardavi con distacco (almeno all’apparenza), la mettevi nei tuoi romanzi, ci hai messo anche me in uno, me lo hai detto sghignazzando, anche se non è la parola giusta. Sornione, proprio come un gatto.

Ferocemente disincatato nei confronti dell’essere umano, un po’ come lo era Gaber. Lui lo metteva negli spettacoli, tu nei libri. Certo ho amato tantissimo il Consonni e compagnia (un legame logistico all’inizio), ma ho amato altrettanto e forse di più le commedie nere, e gli altri. Mi viene il sorriso a pensarci e va bene così.

Abbiamo parlato spesso dei “messaggi” che gli scrittori mettono nei loro romanzi, il tuo era palese, mettevi a nudo le piccolezze e le grandezze che non si vedono. Mettevi a nudo la varia umanità. Senza mai salire in cattedra, senza cattiveria. Severo ma giusto.

Se siete arrivati fin qua, fatevi un regalo, cercate i romanzi di Francesco che non avete letto e fatelo. Il ragazzo che leggeva Maigret, Mondo cane, Piccola enciclopedia delle ossessioni, I killer non vanno in pensione, Wunderland, L’errore di Platini e le Commedie e La serie della casa di ringhiera e non sono tutti.

È il modo migliore per ricordarlo, io mi tengo stretti i ricordi e mando un abbraccio a sua moglie ai figli agli amici. Se sapere che non è più qui, fa così male a chi non lo frequentava, non posso immaginare il vuoto.

Ciao allora dottor Recami, mannaggia a te mannagia, ai Librini Blu, mancheranno pagine bellissime.

Oi oi, ma mi è sfuggito il Malvaldi

No, a dire il vero non mi è sfuggito lui e non mi è sfugggito il nuovo romanzo, ma è uscito a giugno, quando il caldo mi stava uccidendo e ho pur avendo letto tanto, ho scritto davvero poco.

Però vi frega poco vero? Nel senso che un libro bello e quelli dell’esimio Malvaldi lo sono indiscutibilmente, non necessita di essere letto nell’immediatezza dell’uscita, per la semplice ragione che resta bello nel tempo.

Dunque, evitiamo se è possibile qualsiasi spoiler, che se non lo avete ancora letto vi toglierei parte del piacere e parliamone. Succede qualcosa di non bello a Pineta, qualcosa che coinvolge emotivamente e praticamente la banda dei vecchietti e i le giovani leve – che insomma, ormai tanto giovani non sono puù nemmeno loro.

Ma non siamo qui a farci gli affari degli altri, quello lo lasciamo all’autore (sempre con il doveroso riconoscimento all’apporto e il supporto della consorte), qundi ciò che accade lo leggerete, parliamo invece del giallo.

Qualcuno lo definisce cosy – palesemente sbagliando la traduzione – e attribuendogli una sorta di leggerezza, qui io dissento fortemente. Certo è cosy nela traduzione letterale, è accogliente, come lo sono i romanzi che ci fanno stare bene, accolti dalle pagine. Indubbiamente c’è anche la leggerezza, merito della maestria e suppongo un pochino anche della provenienza geografica, dell’autore, ma c’è anche un bel giallo a tinte fortine.

Va benissimo farsi incantare dalle battute, dai dialoghi, dalle situazioni paradossali in cui si sono convolti i vecchietti, Massimo, Tiziana Marchino e la vicequestore Martelli, divisi fra il lavoro e la cura di due bimbi che crescono, ma senza perdere di vista le trame gialle, che sono toste, mai o quasi splatter, ma tecisamente toste.

Fra l’altro qui, così ci ha raccontato in occasione di una presentazione, i coniugi Bruzzaldi, si sono resi conto di avere infuso la propensione alla giallitudine, anche al loro figliolo, che per la cronaca è appena adolescente.

Certo non avete bisogno del mio consiglio per leggere i librini blu firmati Malvaldi, ma se, come è capitato e ricapiterà (spero), passasse di qui qualcuno che non è flippato coi gialli o che per qualche ragione a me incomprensibile non conosca l’autore e si incuriosisse, bè, ci sta e ne sarei ben contenta.

PREVISIONI DAL 5 AL 12 OTTOBRE

Ariete: Attenzione a chi vi affidate per i risparmi o comunque può maneggiare i vostri soldi, non fidatevi di tutti, poi una volta messo in chiaro chi decide, la settimana procederà liscia e tranquilla

Toro: gran bella settimana, da lunedì a domenica prossima, bene tutto, il lavoro l’amore la famiglia. Cosa volete di più?

Gemelli: settimanella impegnativa, probabilmente vi sentirete giudicati che lo siate o no, ah, i pesi è bene distribuirli, tenerli tutti sulle spalle non è una grande idea.

Cancro: lunedì e martedì sono probabili piccoli spostamenti, da metà settimana, l’amore vi riempie le giornate, con tanta gioia e serenità, che non guasta mai.

Leone: possibile qualche discussione in famiglia, ma niente di chè, da mercoledì torna tutto nei binari consueti e la settimana prosegue tranquilla e serena.

Vergine: la testa è dietro a cose passate, che siano le ferie o qualcuno che vi manca, ma anche voi da mercoledì, tornate tranquilli. I rimpianti svaniscono e si riprende il tran tran.

Bilancia: esattamente all’opposto dei vergine, voi iniziate alla grande e verso fine settimana vi lasciate andare a un po’ di malinconia, passerà, tranquilli.

Scorpione: tutto sui soliti binari fino a venerdì quando il diavoletto che nascondete, vi stuzzicherà invitandovi a un colpo di vita. Invito che accetterete ovviamente.

Sagittario: non mancano le soddisfazioni, però avete addosso troppi carichi, e probabilmente verso il fine settimana, anche voi rimpiangerete qualcosa o qualcuno che vi manca.

Capricorno: tutto molto tranquillo, qualche friccicorino autunnale vi fa battere il cuore, ma il lavoro vi riacchiappa subito, con anche qualche soddisfazione extra.

Aquario: probabilmente starvi dietro è complicato e voi vi stufate di aspettare, proseguendo senza badare troppo a chi lasciate indietro, senza che questo vi crei alcun problema. Occhio a non allontanarvi troppo

Pesci: se quella passata (settimana) è stata soddisfacente, quella che arriva sarà anche meglio. Riconoscimenti gratificanti (che male non fanno mai)

Di Israele e Stato Arabo Di palestinesi e israeliani – parte seconda

Due giorni e tutto diventa vecchio, ma astraiamoci e procediamo per gradi.

Fermo che abbiate letto il capitolo precedente, che foste informati – oggettivamente – di vostro o incuriositi abbiate approfondito, facciamo un salto in avanti, saltiamo tutti gli anni in cui sembrava si potesse arrivare a una Pace, disarmata e disarmante come ha detto Leone, e arriviamo ai giorni nostri.

Non farò la cronocronaca, ma delle riflessioni, che spero possano essere di spunto per le vostre.

La striscia di Gaza, è da sempre, per tutte le cose che ho già scritto, il pezzetto che manca per completare il puzzle. La partita per tenersela stretta, si gioca su due piani.

Il primo è quello della gente comune, arabi, che per qualche ragione a me ignota e devo dire particolarmente ostica da capire, basa la propria intera esistenza, sull’equivalente della Bibbia.

I praticanti chiaramente. Persone di tutti i ceti, molti anche colti, molti no (ahimè), che inizia e finisce ogni frase, ogni pensiero, riportandolo alla volontà di Allah. Come se le loro menti non esistessero. Tutto è deciso guidato ispirato da un’entità superiore.

In contrapposizione, gli ebrei, altrettanto sbarellati (sempre secondo la mia personalissima visione), che però visivamente sono più vicini a noi.

Vestono più o meno come noi (dove noi è l’occidente), il loro cibo è facilmente confondibile col nostro, sotttolineo apparentemente, le loro festività (religiose), vengono tradotte e accomunate alle nostre, allora la narrazione diventa “quella che è la nostra Pasqua, il nostro Natale e ci sembrano più comprensibili. Probabilmente perché il loro libro sacro è anche il nostro. Solo la prima edizione diciamo.

Apparentemente attenzione.

La realtà è un po’ diversa, i matrimoni i “battesimi” le funzioni, sono molto più vicine ai disposti del Corano che a quelli del Nuovo Testamento. Ma si sa, la percezione spesso, è tutto.

Poi ci sono i non praticanti, quelli che appartengono per caso a una religione, perché nati in paesi musulmani, perché di madre ebrea, ma che fondamentalmente se ne fregano. Vivono serenamente la loro vita senza preoccuparsi di quale bestia sia l’arrosto in tavola, di come sia stata macellata la bestia, quelli che non si turbano se in metro hanno vicino una persona dell’altro sesso, che vanno a lavorare anche se è venerdì sabato o domenica, che si vestono come gli piace, che non pregano come i frati a orari fissi, e tante altre piccole cose di ogni giorno.

Ci interessano, sì ma non in questo articolo.

Arriviamo al secondo livello di gioco, perché poi ci sono gli altri, quelli che non sappiamo chi sono, di cui conosciamo solo pochi nomi, quelli delle banche, dei gruppi finanziari, dell’economia.

Sono questi di cui dobbiamo preoccuparci, perché sono loro che muovono le pedine – occhio che le pedine o i pedoni, sono quelli che negli scacchi (e nella vita) si possono sacrificare ma sono indispensabili per proteggere la regina o il re quando la partita arriva alle fasi cruciali –

Gaza, la Palestina in generale, fa gola a tanti. È una piccola miniera d’oro, politicamente ed economicamente e questa è l’unica ragione per cui sta succedendo tutto. Ma quello che vediamo noi, che ci vogliono far vedere, è altro. Do you remember Libano?

Da un lato c’è chi gioca pesantemente sui poveri ebrei perseguitati dall’altro chi filma gente disperata che si calpesta per un bicchiere d’acqua.

Ecco io lo capisco che emotivamente siano immagini forti, ma ci tengo a ricordare un paio di cose.

Le metto giù a mo’ di elenco

1 – il terrorismo non ha mai risolto una beata mazza (qui è Storia locale, la dovete da sapè)

2 – lo ripeto ricordando che sono di destra, centro destra, e molto più antifascista di molti sinistri. I governi (tutti, come gli inquirenti) lavorano seguendo regole che la maggior parte di noi non conosce e non conoscerà mai. Quello che vi dicono i tg o i social o l’influencer di turno, è meno di un quarto della realtà delle cose

3 – provate a guardare quello che succede senza riportarlo al vostro piccolo mondo. Che insultiate il governo, dimostra solo che non sapete neanche da che parte sta il fegato nella vostra pancia. La questione mediorientale esiste da prima che il più anziano dei nostri politici venisse al mondo

4- ricordatevi sempre che tv giornali social, vi mostrano quello che fa audience, non la verità. Ricordatevi le armi chimiche che dovevano essere in Iraq, in Siria e dio solo sa dove altro. I bambini colpiti dale bombe al fosforo che poi era gesso.

5 – lo so che è brutto da pensare e da dire, ma sappiate che una volta sfamati e al sicuro da Israele – e qui siamo nell’utopia – la maggior parte dei palestinesi, si dimenticherà di chi li ha eventualmente sostenuti e/o aiutati. Per la gran parte di loro, le vostre donne, madri mogli o sorelle, saranno delle puttane senza dio e voi sarete dei cani infedeli da sottomettere o da distruggere (perché purtroppo l’estremismo sta colpendo tutti indiscriminatamente)

6 – dei diritti di chi ha provato a difendere i loro, se ne fregheranno beatamente. Se siete omosessuali sarete da distruggere, se siete donne, da sottomettere, se siete bambini, da indottrinare. Se amate la musica sarete dei senza dio, se amate un buon cannonau ad accompagnare il porceddu, siete dei porci infedeli. Devo continuare?

Imparate a distinguere i governi dalle popolazioni, Bush riceveva Bin Laden a casa sua, ma questo non gli ha impedito di massacrare gli afgani e lasciarli tornare al burka.

Ricordatevi che perché possa nascere un palestinese che cresca libero dall’odio, ci vorrà tanto di quel tempo che non lo vedranno i vostri pronipoti, perché da generazioni nascono e crescono nella paura, con la fame, l’ignoranza, nascono e crescono con la morte, spesso violenta, come vicina di casa. Non possono che essere così, infarciti di odio.

E lo stesso vale per chi, e ce ne sono, in Israele non può essere una persona serena, sapendo che durante un aperitivo una passeggiata o mentre fa la spesa, in qualunque momento potrebbe essere ucciso da una bomba, o da una cellula impazzita armata di coltello.

Concludo così, con un pezzo copicnollato dal sitohttps://www.esteri.it/it/sala_stampa/archivionotizie/eventi/2025/09/food-for-gaza-limpegno-umanitario-dellitalia/, perché a qualcuno , bisogna decidere di credere

Grazie a Food for Gaza l’Italia ha destinato alla Striscia di Gaza circa 2.300 tonnellate di aiuti alimentari, sanitari e beni di prima necessità. Gli aiuti sono transitati attraverso il Programma Alimentare Mondiale e la Croce Rossa Internazionale, istituzioni autorevoli e imparziali, che godono della fiducia di entrambe le parti.

Fra le operazioni di maggiore portata finora realizzate, il PAM ha distribuito 2.000 tonnellate di farina. Quattro convogli sono partiti dalla Giordania nell’arco di circa tre settimane fra luglio e agosto, con l’obiettivo di assistere circa un milione di palestinesi nella Striscia.

Inoltre, con la collaborazione decisiva del Ministero della Difesa, sono stati realizzati aviolanci per paracadutare direttamente su Gaza circa 100 tonnellate di derrate alimentari.

Di Israele e Stato Arabo

Facendo una citazione, potrei scrivere “Chiedo scusa se parlo di Maria…voglio dire, di una cosa che conosco bene” 1973/74

Confesso subito di essere profondamente antisionista. Chi dovesse obiettare che è sinonimo di antisemitismo, prima legga, poi cortesemente, si levi dai miei radar.

Ah, probabilmente ho anche degli amici o conoscenti ebrei, ma questo è un altro discorso Chiusa la parentesi, spostiamoci un attimo sui libri di Storia. Sì sì, oggi parlo di flottiglie, di Palestina e di Israele. La terra era mia no era mia, c’ero prima io, no c’erano prima gli altri.  Sorpresa sorpresa, cazzate!

Vi sognereste di andare da quello che ha costruito la casa (il condominio o il supermercato) sul terreno che 10000 anni fa era dei vostri antenati? Probabilmente no, e allora perché accettare che si faccia in Palestina Giudea o come cazzo volete chiamarla?

Non è certo questo il posto dove impartire lezioni di Storia (non è il mio e non sono così presuntuosa), ma è il posto giusto dove prendere spunto per pensare. Dunque, Israele, lo Stato intendo, è lì per decisione politica, prima del 1948. 14 maggio per la precisione, semplicemente non esisteva. Dice niente la data? Bravi, post seconda guerra mondiale, quindi post nazismo e fascismo, post persecuzione insomma.

Partite da questo presupposto, tutti quelli che si sono spostati lì, in quel pezzo di terra, regalato? Concesso? Elargito? La definizione sceglietela voi, vivevano sereni in altri Stati, addirittura in altri continenti, ma avevano uno zio un nonno un qualsiasi cazzobubolo di parente che è passato dai campi di concentramento o di sterminio. Molti ci sono morti, molti ne sono usciti e quelli usciti andavano in qualche modo risarciti per la persecuzione subita. Ci sarebbe anche la questoncina antecedente, degli arabi che nel 1917 aiutarono fattivamente l’impero britannico a prendere possesso dei territori di cui parlo, ma transeat.

L’area in questione, era appunto un protettorato britannico, a sud della Siria (protettorato francese) e del Libano, a ovest della Giordania e a nord est dell’Egitto. Questa parte qui tenetela a mente, perché ha la sua importanza nel prosieguo della Storia.

La faccio cortissima, esistevano dunque gli auspicati due Stati. Lo Stato arabo e lo Stato di Israele, che però non era contenta, voleva banalmente più terra, da coltivare, da sfruttare, con il controllo totale della costa. Tanto carini gli ebrei non lo sono mai stati, un po’ fissati con la loro religione – vi ricordo solo che il povero Gesù Cristo, ebreo di nascita, l’hanno fatto mettere sulla croce loro, per motivi religiosi, ma più politici

Così, giorno dopo giorno, mese dopo mese, chilometro dopo chilometro, si sono presi, hanno letteralmente occupato militarmente, senza disdegnare una guerrettina qui e una guerrettina lì, praticamente tutti i dintorni. Lo Stato Arabo ha resistito fino a oggi, riuscendo a tenere la striscia di Gaza.

La situazione che è perdurata in questi decenni, è quella di uno Stato aiutato militarmente da praticamente tutto il mondo (ah i sensi di colpa), contro uno Stato che da anni è senza una guida. Essere senza un leader, ha fatto sì che la popolazione cominciasse a difendersi come poteva. È nata l‘intifada, gli accordi sono stati violati e un mq alla volta siamo arrivati qui, anzi, lì, al 7 ottobre.

La prima puntata finisce qui, la prossima partirà da quel giorno orribile che vero falso ingigantito o sminuito, qualcosa ha cambiato.

DI SARDEGNA IN SARDEGNA

Oggi vi accompagno in Sardegna, anzi nella Sardegna di inizio secolo scorso, in quella di oggi vi ci porto fra qualche giorno, per farlo mi faccio aiutare da un autore che amo e che di quella terra è figlio (devoto oserei), pur avendo anche ascendenze continentali).

Nella Cagliari del 1905 è ambientato IL MISFATTO DELLA TONNARA di Francesco Frisco Abate. La protagonista è Clara Simon, la prima giornalista investigativa donna per di più italo cinese, alla sua terza apparizione, più agguerrita che mai e resa più forte dall’immenso dolore di vedersi spegnere la speranza mai sopita di poter conoscere almeno il padre, (la madre è morta dandola alla luce) militare in missione all’estero di cui – all’inizio del romanzo – le viene comunicata la morte in battaglia. Resta che Clara è stata cresciuta dal nonno, un ricco imprenditore navale – status che per inciso le ha agevolato non poco la vita – che le ha dato oltre a tutto l’affetto che ha potuto, l’agio di non dover lavorare per crescere in un tempo in cui era sorte comune, una casa di prestigio, un nome che tutti in città rispettano, il diritto di studiare e scegliere cosa fare. È un personaggio di cui ci si innamora facile, giovane bella determinata e tosta, molto tosta. La trama del romanzo, in cui c’è ovviamente un colpevole da assicurare alla giustizia per aver ridotto in fin di vita una maestra, una suffragetta che sta in prima linea perché le donne abbiano finalmente il diritto di voto (che è poi di fondo il riconoscimento primario di un uguaglianza fra sessi), si srotola, come i precedenti del resto, sulla figura di questa giovane donna che non scende in piazza, ma combatte la sua personale battaglia per ottenere lo stesso risultato, conquistandosi giorno per giorno il rispetto e sempre maggiori riconoscimenti sulle pagine e soprattutto in redazione, fra le autorità, oltreché della gente. Per esplicita ammissione dell’autore, Clara è liberamente ispirata dalle donne della famiglia Abate, che di poco si discostano dal personaggio. Femministe ante litteram, donne che quando i diritti non c’erano, se li sono presi. Insieme al collega e amico svizzero Fassbinder, al carabiniere Saporito, con cui sta inesorabilmente sviluppandosi una storia d’amore, Clara si muove in una città del tutto inaspettata al lettore che approcci il personaggio per la prima volta. Una città che stupisce, piena di commerci università teatri, attività di tutti i tipi, cosmopolita, dove si intrecciano provenienze da tutto il mondo, dove il fermento culturale è palpabile pur convivendo con un’altra città, quella dei lavoratori poveri perché sfruttati, ma che stanno cominciando a dar vita a movimenti sindacali che arriveranno lontano. Abate, oltre all’amore per la sua terra e per il suo lavoro – è giornalista dell’Unione Sarda e Clara scrive su L’Unione – mette, in questo romanzo in particolare, una serie di temi, più che mai attuali, su cui lasciare che l’inconscio rifletta mentre il conscio si gode una gran bella storia. Ma bella vera.

MI TOLGO QUALCHE SASSOLINO

Niente libri niente oroscopi, oggi mi levo un sassolino e non sarà l‘unico.

Il fatto di non avere bandierine su nessun social, di evitare di prendere posizioni, non significa che non abbia delle opinioni ben precise su quello che succede nel mondo, e come dico spesso, ho un solo fegato e cerco di preservarlo, quindi vado a ruota libera, magari può sembrare che mescoli le cose ma non è così, garantisco.

Garlasco: per me è palese che l’indagine della Procura di Pavia e quella di Brescia, si sono incrociate, probabilmente per caso.

Che Stasi sia in galera da innocente, ormai lo darei per scontato. Le opzioni che personalmente mi vengono in mente, non sono molte, anzi è una.

Solo o in compagnia, Le mani nella marmellata, non sono quelle di Stasi, le ragioni a questo punto possono essere mille.

Interesse sessuale – che aveva l’assassino per Chiara – o il fatto che la stessa che era inciampata per caso in qualcosa di sporco che riguardava forse il fratello, all’epoca molto giovane e influenzabile, che faceva talmente schifo che lo avrebbe detto ai genitori, scoperchiando un vespaio di cui probabilmente non sospettava nemmeno l’esistenza.

Un vespaio in cui a vario titolo, si incrociano tante, forse troppe schifezze.

Premesso che sono dell’opinione che laddove ci sia consenso, in ambito sessuale e dintorni, è ammesso quasi tutto, stigmatizzo la pedofilia (che per sua natura esclude il consenso di cui sopra) e il sesso fra consanguinei, non che la questione mi disturbi moralmente, a me fa arricciare i peli e venire l’urto del vomito, ma perché contro natura.

La progenie dei consanguinei alla lunga, si deteriora geneticamente.

La natura ha i suoi modi per dirci cosa sia “giusto” e cosa no.

Dove giusto, sia chiaro, non implica giudizi di tipo morale, ma proprio di biologia spicciola.

Lo scopo del rapporto sessuale, è ovviamente la procreazione, dove non sia possibile, c’è qualcosa di sbagliato.

Torniamo però a bomba, è evidente che ci fossero persone con delle, perdonatemi la parola forse non correttissima, perversioni.

Statisticamente, se sei una persona che agisce nella media, difficilmente ti troverai implicato se non per sbaglio, in vicende che siano – e qui saltiamo piano – illecite quando non illegali.

C’è ovviamente una spiegazione logica, l’ambito delle perversioni o illecità o illegalità, deve necessariamente essere nascosto, muoversi nell’ombra, questo esattamente come succede alla luce del sole, fa sì che le strade si incrocino, ecco perché a mio parere, nell’inchiesta di cui sto parlando, un merdino piccolo piccolo, come possono essere le fantasie, può finire in un disastro e questo in mano a qualcuno che ha altre perversioni o condotte immorali (qui penso ovviamente alla corruzione di magistratura o polizia).

Finisce che per nascondere una cosa se ne nascondano a cascate altre mille, indipendentemente dal grado di schifezza.

Sono una chilavister, una mailoaddicted, una bimba di Brindisi semplice, mi appassiona il crime (sarà mica una perversione anche questa? Ops), ma qui sono costretta ad arrendermi. Nessun autore di thriller noir e compagnia, riuscirebbe a immaginare un ingarbugliamento tale di interesse a tenere nascosta la propria parte. Solo la realtà può farcela.

A noi, a parte il “divertimento” di giocare a Cluedo, rimane solo da aspettare e confidare nell’onestà di chi, scoperchiato per caso il verminaio, abbia il coraggio di distruggerlo, senza guardare in faccia nessuno.

Perché possiamo ritrovare la fiducia nella giustizia, per tutti.

Senza dimenticarci mai, che alla base di tutto il nostro chiacchiericcio, c’è la vita di una giovane donna, stroncata senza pietà e la vita di un giovane uomo che sta pagando per un crimine che quasi sicuramente non ha commesso.

PREVISIONI DAL 28.09 AL 05.10

Ariete: oh ragazzi, lavoro e denaro che entra. Preoccupazioni, almeno stando alla stesa (chiamasi stesa l’insieme degli arcani estratti), non avrete un pensiero al mondo. Non escludo che molti ariete, centrino anche delle vincite consistenti.

Toro: chi sta combattendo qalche tipo di battaglia, questa settimana la vince facile. In altri ambiti, un bell’equilibrio (tradotto siete belli tranquilli) e per chi lo desidera, sono le giornate giuste per mettere in cantiere un bimbo, gli altri stiano attenti, ma anche qualche progetto grosso che vi gira in testa da un pezzo.

Gemelli: preponderante la vostra parte femminile, per molti, un conflitto in atto, sarà risolto proprio da quella. Da giovedì, una pace che non provate da molto.

Cancro: soddisfatti di quello che avete fatto, dovreste porre attenzione a chi vi circonda, forse non tutti sono così limpidi, probabile che si mettano le basi per il progetto di un bel viaggio.

Leone: ottima settimana, si limano i bordi taglienti, si sistemano i particolari e avrete finalmente la sensazione di aver trovato una quadra, se non definitiva, molto stabile.

Vergine: è ancora transizione, molti vergine stanno facendo un percorso (odio questa definizione ma è l’unica giusta), che si avvia a conclusione, con la ripresa in toto del controllo sulle cose, il raggiungimento di quello che inseguite da tempo.

Bilancia: ottima settimana almeno fino a giovedì sera/ venerdì, poi qualcosa si inceppa e il fine settimana sarà un po’ stancante con qualche tassello che non sta al suo posto. Non prendete iniziative e decisioni importanti.

Scorpione: sono settimane di lavoro su voi stessi, qualche ramo secco verrà tagliato, forse anche a sorpresa, ma da venerdì, potrete dire quanto state bene, e sarà vero.

Sagittario: quaalcosa si chiarirà e da martedì sera a venerdì, vi sentirete proprio bene. Poi un fine settimana forse di lavoro, vi farà sentire la stanchezza, ma niente che non siate in grado di gestire.

Capricorno: qualche “dilemma” di tipo affettivo potrebbe rovinarvi i primi giorni della settimana, poi la consapevolezza della tranquillità economica, vi farà stare tranquilli e sereni, fino a godervi le decisioni prese, nel fine settimana.

Aquario: non una settimana spettacolare diciamo, probabili litigi, anche pesantini, per chi è in coppia. Ne uscirete “vincendoli” ma con un po’ di amaro in bocca.

Pesci: molto bene, settimana in cui di voi si potrà dire, set game match, degli assi pigliatutto insomma.

A ESEQUIE AVVENUTE – MASSIMO CARLOTTO IS BACK

“Dove eravamo rimasti?”  Parto non a caso da questa frase. Non leggevamo dell’Alligatore da parecchi anni, almeno 5 ma più probabilmente sono 8.

Lo ritroviamo con il cuore spezzato, come quello del Vecchio Rossini ed entrambi sanno che le ferite diventeranno cicatrici e ogni tanto faranno male. Li ritroviamo che hanno venduto l’appartamento di Padova e comprato una cascina sui colli Euganei, Max ci vive stabilmente, Buratti ci è tornato come un gatto va in una cuccia nascosta a leccarsi le ferite e Rossini lo stesso.

Ognuno a modo suo, con il salame il pane e il vino che Max sta bene attento a non fare mai mancare, e forse – libera interpretazione – anche questo fa parte dell’essere la Memoria cose che riportano a un passato per alcuni mi rendo conto solo iconico. Ma un fuoco, pane salame e un bicchiere di vino, sono il passato che non morirà mai anche per chi non lo ha vissuto. 

Oh, ci sono delle bombe tali in questo romanzo che tante cose, passano un po’ in sordina. Ma sono quelle (credo) per cui Massimo Carlotto scrive.

Perché questo è il noir all’origine, il racconto del sociale che sottotraccia macina la legge, denuncia sociale, quello in cui la trama è collaterale, serve a raccontare altro e in questo Carlotto è davvero un maestro. Se per la gran parte, gli autori di genere e fidatevi che in Italia abbiamo un parterre che resto del mondo spostati, la trama nel corso degli anni, è diventata la parte centrale dei romanzi, per Carlotto no. Lo è per forza, per chi compra i libri e per chi li pubblica, ma non per tutti.

Massimo è sostanzialmente un giornalista d’inchiesta, solo che anziché sui giornali le sue inchieste diventano libri. Non sono inchieste che fanno rumore alla tv le sue, ma riguardano fatti e costumi che a nostra insaputa, influiscono sulle nostre vite.

Riguardano capire la differenza fra legge e Giustizia, che in soldoni vuol dire dormi una vita su una branda oppure hai la coscienza morta, che puzza e marcendo infetta tutto quello che c’è intorno.

Riguardano gli invisibili, quelli involontari, che avrebbero diritto alla dignità, nonostante la vita li abbia messi nella casella dei disperati – dove intendo letteralmente senza speranza – a cui viene negata.

Quelli la cui esistenza ha valore solo per la famiglia e spesso neppure per quella.

Quelli, quelle, che erano figlie mogli madri e diventano carne più o meno fresca da vendere sul bordo di una strada o sui divanetti di un night. E tutti quelli che se ci pensate vi vengono in mente.

Riguardano anche quelli che hanno facce ben visibili, apparentemente pulite, ricchi pseudo ricchi, a cui non manca niente, nemmeno un milione di euro a cui aggiungere un 15% da usare e non dovranno rinunciare a nulla se non forse, a cambiare la macchina una volta in meno.

Quelli che dormono su materassi ben imbottiti in case belle calde d’inverno e fresche d’estate. Quelli che non si sporcano le mani, perché i soldi che maneggiano e con cui comprano anche le vite degli altri, passa da particolari lavanderie – banche cinesi – che gli tolgono la patina sporca e li trasformano in denaro onestamente guadagnato.

Riguardano le conseguenze delle inutili e stupide guerre, che stravolgono le vite della gente, e fanno sì che chi non muore sotto le bombe o i colpi dei cecchini, vada a morire nell’invisibilità, o nelle mani di chi sui morti e sui vivi che quelle guerre producono e lasciano.

Di quella mafia che ormai non vediamo più – se mai l’abbiamo vista – che controlla lo spaccio, sia droga armi vite.

Ecco che allora diventa importante che ci siano uomini come l’Alligatore, come Rossini, come Max “la memoria”, che sì, sono fuori dalle regole, agiscono seguendo un codice morale che è lontano dalle leggi, che adottano un Codice che non è lo stesso dei tribunali.

No, non sto invitando nessuno a farsi giustizia in proprio, quello lasciamo che lo facciano loro, ma impariamo la “lezione” del maestro.

Costi quel che costi, impariamo a guardare quello che ci sta intorno, a farci delle domande, a non accettare passivamente perché non ci tocca. Non è vero, possono e toccano tutti

Davvero quello che vediamo è la realtà? Davvero possiamo continuare a guardare solo dentro il confine del nostro orto? È giusto così o è il momento di vedere quello che per esempio la GdF, sembra non vedere o che le FFOO non fanno (sicuramente con scopi “nobili” alla lunga, ma deleteri nell’immediato)?

Poi ci sarebbe il tema dell’invecchiamento, quello a differenza del riciclaggio tocca tutti i fortunati – gli altri muoiono giovani – e il tema del sociale torna al privato, al personale.

La cascina che hanno comprato i tre, diventa Casa, una parola che ha poco a vedere con muri e porte, ma tanto con il sentirsi al sicuro. Non giudicati, né per come siamo né per come agiamo.

Casa è dove qualcuno ti ama, è anche litigare, non si diventa tutti uguali, ma si impara a convivere con le differenze.

Capite quanta roba c’è in 300 pagine e spicci e perché diventa complicato parlarne?

Rimane solo una cosa sensata da fare: prendere il libro, cercare su Spotify la colonna sonora che l’Alligatore stesso, per mano di Carlotto, ha indicato come accompagnamento, avere vicino una bottiglia o una tazza di quello che più ci piace o conforta e accomodarsi su una poltrona comoda, sul letto sul divano e abbandonarsi al piacere della lettura.

Tanto piove, dove dovete andare?

PS né Carlotto né Einaudi hanno pagato per questo entusiasmo dovuto solo ed esclusivamente alle emozioni che mi sono rimaste dop la lettura. Quindi aggiungo un sincero grazie a entrambi.

PREVISIONIAMO DAL 21 AL 28. 09

Ariete: ottima settimana in cui l’argomento preponderante sarà il denaro, nello specifico che entra copioso, vorrei poter dire che sarà così per tutti ma ovviamente non posso. Però ecco, diciamo che l’opportunità, sarà a portata di mano, state tutti attenti a coglierla

Toro: per voi toro, il lavoro viaggerà su binari tranquilli e senza sbalzi, qualcuno potrebbe covare dei sogni e non vederli concretizzarsi, qualcuno ci spererà un po’ troppo e non riuscire a realizzarli, per qualcuno sarà un pochino “doloroso”.

Gemelli: dovete stare attenti a non “peccare” di avidità nei prossimi giorni, il rischio è che volendo troppo, lo stringere meno, sia una delusione che potrebbe incattivirvi troppo e sproposito.

Cancro: anche per voi cancro la settimana sarà “dedicata” al denaro al lavoro e questioni relative, niente altro di rilevante da segnalare.

Leone: il rimpianto per qualche cosa che non avete fatto potrebbe infastidirvi a inizio settimana, poi il lavoro e gli impegni quotidiani richiederanno la vostra attenzione e i rimpianti spariranno senza lasciare traccia.

Vergine: grandi cose in arrivo a inizio settimana, di conseguenza avrete ottime giornate almeno fino a venerdì, poi potrebbe subentrare qualcosa che vi disturba e vi manda un po’ in confusione.

Bilancia: avete dei progetti che ciclicamente tornano e questa settimana inizierà così, con grandi idee. Sorpresa, potrebbe essere la volta buona che qualcuno lo portate anche a termine.

Scorpione: equilibrio, tutto procede su binari solidi e consueti, senza ritardi contrattempi e rotture. Un’ottima settimana direi.

Sagittario: bene il lavoro, a metà settimana forse una discussione o contrasto animato, da venerdì, dedicatevi ai sentimenti, che gli arcani consigliano così.

Capricorno: oh bene ero quasi preoccupata, la vostra vecchia amica ansia tornerà a trovarvi e farvi immaginare scenari catastrofici, dovete avere pazienza, lo sapete che vi passa abbastanza velocemmente.

Aquario: tutti presi dall’amore, meglio se dalla vita in giù (cit), del perché siate sempre sul piede di guerra, rimane un mistero.

Pesci: settimana senza sbalzi, si susseguono le cose di ogni giorno, se solo anche voi non foste pronti alla pugna.