Conclaviamoli tutti

Si da inizio alle danze in Vaticano  e ripensando all’origine della parola conclave, il desiderio di utilizzare l’antico metodo ampliandolo ed applicandolo ad altri ambiti, si fa più forte di ora in ora. Partiamo dal presupposto che uso delle iperboli, ma non troppo. Ora provate per un attimo ad immaginare gli attuali governo e parlamento, chiusi a chiave, con viveri razionati e isolati dal mondo, niente telefoni niente internet niente esterno insomma, rinchiusi fino al momento in cui, tramite fogli cartacei fatti passare sotto la porta, non mandino fuori una nuova legge elettorale (credo che un decreto legge sarebbe la cosa più veloce) e una piccola norma transitoria, che abroghi ogni qualsivoglia legge decreto disegno o quant’altro sia in vigore, che riguardi indennizzi indennità emolumenti stipendi e rimborsi, ponendo -sempre a tempo determinato – un limite di 5000 euro al mese, che tu sia il presidente della repubblica o il commesso, o un quadro dirigente eccetera in una società che sia partecipata dalla cosa pubblica,  in ogni sua forma, Stato Comuni Regioni Province, anche solo per un 1%. L’eccedenza in un fondo ad utilizzo immediato per saldare i debiti della PA nei confronti della PMI. Non dimentichiamoci che anche se sono state fatte le elezioni quello di Monti è ancora il governo in carica.  Firmato il decreto e stabilita la data per le nuove elezioni, li facciamo uscire. Lo so è antidemocratico, non si fa eccetera, ma se ci pensate, democrazia significa potere del popolo, è palese che signori delegati da noi, non hanno finora fatto il nostro interesse, riprendiamoci il potere con un giro di chiave. Fin qui siamo rimasti nella capitale ma spostiamoci in quella che una volta era l’altra capitale, Milano. Più precisamente in corso di Porta Vittoria, a palazzo di giustizia. Prendiamo il collegio giudicante, l’accusa e la difesa, e li chiudiamo in aula, senza ulteriori udienze, senza ulteriori testimonianze, e procedano ad arringarsi fra loro a leggere rileggere gli atti di ogni processo,  li lasciamo a panini e acqua minerale fino a quando non fanno uscire da sotto la porta le sentenze per ogni processo di qualunque ordine e grado riguardi Berlusconi. A quel punto se è innocente ( lo so volevo sdrammatizzare un attimo) che sia fermata la macchina, se è colpevole che sia arrestato e sconti la sua pena. Non ha incarichi politici non esiste motivo per cui non possa essere definita la questione. Mi obbietto da sola che una certa sensazione di accanimento personale c’è anche in chi come me, non lo ama particolarmente, Ma non è cosa di oggi e se trasferimento del processo /i andava chiesto, lo si doveva fare molto tempo fa. Adesso è tardi e quel che è fatto è fatto.

AAA fegato nuovo cercasi

Poi ci sono delle notizie che ti mandano al manicomio e ti chiedi citando Gaber se per caso “sei tu che non capisci più un cazzo”.

Il notizione del giorno è che la Svizzera non fornirà più, diminuendo gradualmente, il plasma e il sangue alla Grecia. Questo a fronte di un debito di qualche milione. Orrore e raccapriccio naturalmente, il fatto che il sangue costi e venga offerto gratuitamente, e i costi siano sostenuti per la corretta conservazione e il trasporto, ovviamente non viene in mente, e anche nell’articolo del prestigioso quotidiano, questo particolare è riportato in due righe, a fondo articolo.
Ora la domanda è: perché diavolo i greci non dovrebbero come tutti andare a donare il sangue? Per quale astrusa ragione il resto del mondo deve sentirsi in obbligo di fare un gesto che dovrebbe essere assolutamente logico e naturale, che però a loro non viene in mente? Ovviamente a fronte di notizie certe e documentate sono pronta a dare lo stesso risalto alla smentita.

La seconda botta di oggi è uno spot sui bambini africani denutriti, io la storia della conservazione della specie eccetera la conosco, ma onestamente quando ho visto l’immagine di quella bimba piena di croste e dio solo sa quali malattie, dovute alla malnutrizione ho avuto un solo pensiero: datemi in mano i due delinquenti che l’hanno messa al mondo. E non mi venite a raccontare che mettono al mondo i figli perché la chiesa non vuole che usino i preservativi o che le donne fanno i figli perché violentate. Qui non si tratta di chiesa o di cultura, se tu metti al mondo un figlio sapendo che non potrai nutrirlo, con la speranza che qualcuno se ne prenderà cura, o nel caso morisse ne farai un altro, non sei concepibile come essere umano. Non sei paragonabile nemmeno alle bestie propriamente dette, perché quelle figliano per istinto.

La terza mi è arrivata a domicilio, suona il campanello una volontaria di Save the children e mi dice che il progetto di cui si stanno occupando è combattere la tratta dei bambini vergini. Sì sì avete letto bene. Il che presuppone bambini non vendibile perché già abusati. Mi si è stretto lo stomaco e ho pregato un dio in cui non sono sicura di credere, di fulminare sul colpo chi vende i figli. Lo so che la colpa è di noi occidentali che abbiamo sfruttato queste povere popolazioni rendendole prive di ogni dignità, ma se vendi tuo figlio, un bambino, io ti riserverei lo stesso trattamento che ho in mente per chi lo compra. E ve lo risparmio perché sarebbe troppo cruento anche per il più sordido assassino.

La virtù che sta nel mezzo – non al centro –

Su coraggio che ci siamo, è l’ultima settimana e poi finalmente andremo a votare. Le bacheche di facebook resteranno intasate ancora per qualche giorno dai risultati, qualcuno esulterà qualcuno sarà incazzato nero, ma dopo qualche giorno state tranquilli che ognuno tornerà ai suoi impegni, la politica uscirà dai social network, e tutto riprenderà come prima. Partiranno le analisi e le disamine, e poi passeremo al conclave. Come? Ah no il fatto che non andiate in chiesa dai tempi della prima comunione non ha nessuna importanza. Che non sappiate la differenza fra un vescovo un cardinale e un curato non vi impedirà di discettare su quali saranno le conseguenze dell’elezione di uno al posto dell’altro. Quindi ricapitolando sul tavolo abbiamo qualche tema che pare imprescindibile. Ne vogliamo parlare? Son qui apposta e quindi sì, ne parlo. Partiamo dal matrimonio omosessuale. Mi chiedo dove siano finite le coppie eterosessuali non sposate? Ce n’erano un sacco e sono miracolosamente scomparse. Mi permetto di ricordarvi che nel caso il vostro compagno si ammali, e non siate coniugati davanti a Dio e al sindaco, non potete chiedere al medico come sta. Nel caso si debba procedere ad un intervento chirurgico, non sarete interpellati. In rianimazione non ci entrate. E questo dove ci porta? Ad avere un’opinione sempre più bassa di questo nostro popolo che definire civile mi sembra un’esagerazione. Quelli che dovevano essere i DICO o PACS sono scomparsi nelle nebbie padane, o sei omosessuale o quasi quasi non sei nessuno. Quella vecchia – e lo so che vecchio è una parola che non vi piace – buona regola per cui nel mezzo sta il giusto, per cui una torta con le giuste dosi di zucchero è buona e con troppo zucchero diventa nauseante? O per cui la pasta è immangiabile sia che manchi del tutto il sale sia che ce ne sia troppo? Tutti a seguire Cracco e pendere dalle labbra di Ramsey ma di imparare le basi non se ne parla eh. Il lavoro è diventato la priorità, ma a quanto pare solo sulla carta (straccia) delle promesse elettorali. La riforma Fornero che ha sfornato gli esodati, senza dubbio ne sfornerà altri, il meccanismo è ormai avviato e ricadrà a cascata sulle prossime generazioni di lavoratori/pensionati. Io non ho sentito nessuno dire che rivedrà la riforma, e voi? Non ho sentito un giornalista chiedere al senatore Monti – che per la cronaca è ancora titolare della presidenza del consiglio – che fine abbia fatto la raccolta firme che è stata fatta per indire il referendum abrogativo della legge che stabilisce gli emolumenti dei parlamentari, e di tutte le leggi decreti disegni che negli anni hanno permesso ai nostri rappresentanti di avere legittimamente dei compensi che definire faraonici è riduttivo. Però tranquilli, ridurranno o aboliranno l’imu l’irap l’irpef e forse anche il girovita di mia zia, con quali numeri non lo sapremo mai, ma che ci frega in fin dei conti. Poi volendo ci sono i tagli alla scuola e alla ricerca, lo so lo so che mandare i figli a scuola con la carta igienica è una cosa fastidiosa, ma personalmente troverei più fastidioso che andassero in una scuola bellissima, avvolti da kilometri di carta igienica morbidissima dove gli insegnati sono per il 60% ignoranti come sassi di fiume, ma è questione di gusti, e i miei sono sofistici.

Cui prodest?

Politicamente scorretta come nella mia natura, oggi parlo del cantante degli Almamegretta. Che senso ha avuto la mossa di presentarsi ad una manifestazione del calibro di Sanremo, vetrina importante e con una sua innegabile risonanza (se mi passate il gioco di parole), per poi dichiarare la defezione per motivi religiosi del cantante? Per come la penso io, nella vita di un essere umano ci sono cose che devono trovare integrazione nel massimo rispetto di e da chiunque, in primis il sesso e la religione. Trovare integrazione significa letteralmente che devono essere diritto inalienabile della persona e contemporaneamente non interferire creando “disturbo” nella vita degli altri.

Fatta questa premessa, e stabilito che di sesso parliamo un’altra volta, oggi mi concentro e faccio della dietrologia sulla scelta di ammettere al Festival un gruppo il cui cantante solista non avrebbe potuto essere sul palco in almeno una delle serate.

Mi si dirà che la serata di ieri era fuori gara, che era un omaggio alla storia del Festival, che non era fondamentale. Beh signori mi dispiace ma vi sbagliate. Durante una competizione che si spalma su più giorni, ogni singola apparizione ha un suo peso sui votanti e sugli spettatori – per conferma chiedere ai politici in campagna elettorale – così come un loro peso hanno avuto le presenza di Coleman e Senese. La domanda adesso è perché? Cui prodest? Alla comunità ebraica internazionale che in questo periodo cerca consensi per poter giustificare un eventuale attacco di Israele alla Siria? Alla comunità ebraica italiana che senza alcuna ragione sembra essere un puntello indispensabile alla sinistra? (Ribadisco e ricordo che siamo in campagna elettorale) non fosse altro che in contrapposizione alla destra?

E come vogliamo collocare l’esibizione giovedì sera di Asaf Avidan, acclamato novello capolavoro della natura, guarda caso anche lui ebreo, e guarda caso salito agli onori delle cronache grazie al remix – non fatto da lui – di un suo pezzo scritto la bellezza di quattro anni fa, che ben poco successo aveva ottenuto. Non sono certo un critico musicale, lungi da me attribuirmi competenze che non ho, ma francamente questo testo debolino che può riferirsi a tutto e a niente, cantato con la voce di Donald duck, mi ha lasciata freddina e piuttosto indifferente, salvo farmi chiedere se non siamo diventati tutti un  po’ vittime dell’ex tubo catodico ora tubo e basta, dove a forza di clik si diventa dei.

Ma come hanno detto e ripetuto il buon Fazio e la sua spalla Lucianina, non abbiamo modo di intervenire su eventuali abusi da parte dei call center, figuriamoci se possiamo averlo sui milioni di falangi armate appartenenti ai possessori ed utilizzatori di pc smartphone e simili, che nella maggior parte dei casi ahimè, hanno accesso oltre che al tubo, alle cabine elettorali.