Porazzi abbandona -momentaneamente- Nero, ma non ce lo fa rimpiangere

Due ispettori nuovi di zecca, al posto del tormentato Alex Nero, non sappiamo ancora se definitivamente in pensione o solo momentaneamente in altre faccende affaccendato, Ramon Serrano e Alba Leone, oddio, quanto a tormenti anche loro non sono del tutto esenti (ma d’altra parte chi di noi lo è?) sono gli ispettori a cui è affidato il caso. L’ambientazione è sempre Udine, una città che a onor del vero si presta bene a fare da sfondo, provincia profonda che mantiene un nucleo di dignità storica, attorno a cui è cresciuta una periferia grigia, abbastanza vicina al confine per diventare facile transito di tutto quel che si può contrabbandare, abbastanza lontana perchè non ci si accorga troppo di quello che accade. Una delinquenza spicciola, perlopiù legata all’immigrazione che agisce abbastanza indisturbata, lontana dai riflettori che sono sempre puntati sulle grandi metropoli. Eppure accadono anche lì cose terribili, come l’omicidio apparentemente senza movente, di una donna. Una scena del crimine che è il sogno di ogni investigatore, impronte dna, praticamente firmata. Ma Porazzi è davvero un giallista di classe, e pagina dopo pagina aggiunge indizi, nuove informazioni sulla vittima, alibi inattaccabili del presunto assassino e chi più ne ha più ne metta. La sua bravura, o meglio il talento, lo dimostra anche mettendo in campo qualcosa di molto nuovo, che si sviluppa lungo tutta la trama creando dei notevoli momenti di confusione nel lettore, che ogni due pagine si trova a cambiare colpevole per poi tornare indietro e pensare che forse…Immerso totalmente nell’attualità, non perdendo mai di vista il sociale (che lo accosta al noir, anche se io sono convinta che lui sia di fondo un giallista). Insomma, io non me lo perderei, ma tanto so, che non lo farete nemmeno voi. Di seguito qualche domanda che abbiamo fatto all’autore. Buona lettura di entrambi
Qualche curiosità:
D: Leviamoci subito il pensiero, il protagonista non è Alex Nero, lo hai mandato definitivamente in pensione o avevi solo voglia di raccontare altro?
R: Secondo me Alex Nero e il suo universo narrativo hanno ancora parecchio da raccontare, e mi piacerebbe che tornassero in azione sulle pagine di un prossimo romanzo, ma per il momento non c’è alcuna trama concreta, è ancora tutto da inventare.
D: Chiaramente questo ci porta al quesito correlato, Il lato nascosto è uno one shot o l’inizio di una nuova serie?
R: I personaggi di questo romanzo potrebbero tornare, anche se è ancora presto per dirlo.
D: senza svelare troppo, hai usato un “espediente” decisamente nuovo, personalmente non ricordo altri romanzi in cui sia stato usato. So che ti sei documentato e che è tutto rigorosamente provato, ma come diamine ti è venuto in mente?
R: Si tratta di una problematica (diciamo così, per non dare troppi indizi) che esiste realmente. Non so se sia stato usato in altri romanzi, a me è venuto in mente durante una cena con amici, nel corso della quale una persona raccontava di una situazione analoga.
D: Nonostante a mio parere sia un perfetto thriller, nel romanzo non manca l’attenzione al sociale che lo rende anche un po’ noir. Fondamentalmente preferisci concentrarti sulla trama investigativa e “incidentalmente” parlare di quello che accade attorno o ti concentri su entrambe le cose per scelta?
R: Cerco di curare ogni aspetto di un romanzo, senza trascurare nulla. L’idea iniziale parte con l’intreccio giallo, ma il racconto sociale, pur facendo da sfondo, è parimenti importante, riguarda l’ambientazione, la narrazione della società contemporanea, a volte nel modo più oggettivo possibile e a volte attraverso lo sguardo dei vari personaggi.
D: Come è normale che sia, i due ispettori hanno delle “problematiche” personali, quanto è necessario per te scrittore, delineare le personalità degli investigatori, nell’imbastire la trama?
R: Creare protagonisti (ma tutti i personaggi in generale) credibili e realistici è molto importante. In questo caso particolare ho cercato di raccontare due personaggi in cui ognuno si possa identificare, né troppo tormentati o problematici e nemmeno super-eroi.
D: oltre ai noti romanzi con protagonista Nero, hai affrontato anche la fantascienza e i racconti, qual è il genere in cui più ti trovi a tuo agio?
R: Al momento il thriller/noir, ma non è detto che non decida, prima o poi, di cambiare genere…
D: sei anche un forte lettore, cosa c’è sul tuo comodino adesso?
R: Il Coltello, di Jo Nesbo.

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Autore: Coleichelegge

Innamorata perennemente incazzata politicamente scorretta inesorabilmente libera

1 commento su “Porazzi abbandona -momentaneamente- Nero, ma non ce lo fa rimpiangere”

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