Escludendo un titolo che ho letto l’altro ieri in cronaca, era da un pezzo che non c’erano rapine così eclatanti in città, nel cuore del quadrilatero. Parte tranquilla, oddio per quanto una rapina possa essere tranquilla, ma insomma, i commessi della gioielleria stanno collaborando e tutto va secondo i piani. Se non fosse che il proprietario, uno di quelli che più abitudinari non si può, mentre rientra dalla pausa caffè, nota qualcosa di strano dalla vetrina.L’attivazione dell’allarme e le sirene in arrivo, fanno sì che tutto si complichi e la rapina diventa una strage, automobilisti coinvolti, feriti morti. Insomma un disastro. Nel frattempo…
Il nostro Radeschi sta facendo uno “scambio” insieme al Danese (e se non vi ricordate chi è è solo perchè non avete letto i precedenti, vergogna). Uno scambio (non ho messo le virgolette a caso), che provocherà in lui una serie di pensieri che implicherebbero dei cambiamenti sostanziali nella sua vita, pensieri da alternare alla solita attività di hacker a supporto della polizia. Nel frattempo ricomincia anche a fare il boss della sua creatura, MilanoNera, lascia la casa alla cugina ninfomane e come sempre, gliene capitano di tutti i colori.
Roversi non delude, la scrittura è sempre piacevole, non troppo ricercata ma pulita, senza voli pindarici. A mio parere una certezza quando hai voglia di leggere un thriller che alterna momenti tosti con l’indagine vera e propria, quando hai voglia di un romanzo in cui ti accomodi e l’autore ti porta in giro fino alla meta, facendoti rilassare divertire e star bene. Non manca nemmeno una piccola parte di riflessione, su come ci si possa ingannare sulla gente, sugli amici su tutto, se ci si ferma solo all’apparenza, ma senza fare la morale a nessuno. Ancora una volta, bravo Roversi
