A OGNUNO IL SUO LIBRO – CE N’È PER TUTTI I GUSTI

Oggi vi consiglio 2 romanzi, lo faccio con la consueta (o almeno sapete che ci provo), onestà intellettuale.

Il primo è l’ultimo pubblicato da un autore che amo e stimo. Lo amo per la sua scrittura ovviamente, per come ha messo nei suoi romanzi precedenti la sua vita (professionale), quindi visto che parliamo di un giallo e di un poliziotto (ad alti livelli), è chiaro che mi aspetto un certo tipo di narrazione. Lo stimo perché, per quel che lo conosco, è una persona onesta, con una sensibilità rara. Il romanzo, Undici sorelle è diverso da come me lo aspettavo, ho dovuto lasciarlo sedimentare un attimo. Appena chiuso ho avuto l’impressione che fosse stato troppo in superficie, poi ho riletto alcuni punti e no, Piernicola Silvis non è affatto rimasto in superficie. Ha scritto una storia con due protagonisti, tutto il resto è contorno. È una caccia lunghissima, dieci anni in cui la Storia, mani pulite, l’entrata di Berlusconi in politica, Falcone e Borsellino, la Uno bianca, e tutto quello che è accaduto, non viene raccontato pur coinvolgendo in qualche modo la protagonista. Il focus è sul cacciatore, Caterina Barone, commissario, e la preda. Una preda che va fermata. È un cattivo? In teoria sì, in realtà è semplicemente uno psicopatico da manuale, uno per cui uccidere è consentito se non giustificato dal suo benessere. È un romanzo duro? Sì, ma leggibile e appezzabile da chiunque e siamo in tanti, sappia che il male è ovunque, anche dove meno ce lo aspettiamo, è un romanzo per chi vuole credere che esiste qualcuno che a discapito di se stesso, farà di tutto perché quel male sia estirpato. Per tutti quelli che guardando una vittima, sanno che potrebbe essere la propria figlia, madre o sorella.

Il secondo romanzo di cui vi parlo non è un thriller, non è nemmeno un fantasy anche se tocca temi che molti non comprendono – parlo della fisica quantistica -. Non è il genere di romanzo che avrei letto di mia sponte, però me lo hanno gentilmente inviato e l’ho letto. Inizialmente ho pensato che non lo avrei recensito, poi ci ho ripensato, perché se fai questa cosa di recensire libri, anche se non sei famosa, anche se il tu piccolo pubblico non ha rilevanza economica, è giusto farlo con serietà e i libri (quasi tutti) meritano di essere raccontati e/o consigliati, a prescindere dal tuo gusto personale. Chiamatemi Jack, di Stefano Mondini pur essendo autoconclusivo, è un seguito, leggere il precedente – Marta – può aiutare a inquadrare e seguire meglio il personaggio. È una storia di riscatto in qualche modo, non da povertà ingiustizie o chissà quali disgrazie, ma da un accadimento imprevedibile e inevitabile che troverà una spiegazione nel corso del racconto. A Jack, che in realtà all’anagrafe ha un altro nome, accade qualcosa che sconvolge tutto il suo mondo e quello di chi gli è vicino. Inizialmente, questo fatto fa di lui una vittima designata, vittima di qualcuno senza scrupoli ed è qui che inizia il “riscatto”. Per riprendersi la sua vita, intraprende una battaglia senza esclusioni di colpi. Non solo per la sua stessa sopravvivenza, ma per ristabilire una giustizia, andando contro tutto, sostenuto dall’amore. Forse un filino acerba la scrittura – per il mio gusto personale – ma come dico sempre, per fortuna, ogni romanzo se arriva nelle mani giuste, lascia qualcosa, per cui se amate il quasi fantasy, se amate le storie dove il bene ha la meglio, buona lettura.

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Autore: Coleichelegge

Innamorata perennemente incazzata politicamente scorretta inesorabilmente libera

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