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LA CASA SUL PROMONTORIO

Avevo degli arretrati e non è un momento facile, uno di quelli in cui non riesci a concentrarti troppo quindi scegli titoli leggeri oppure qualcuno che sai ti piacerà e ti porterà a finire il libro. Finiti gli “obbligati” – che per fortuna da qualche tempo sono obblighi piacevoli – ieri ho deciso che era arrivato il momento di De Marco. La sera sono crollata (capita di essere stanchi) a 40 pagine dalla fine, ma stamattina alle 6, insieme alla moka ho acceso il reader, andava finito senza se e senza ma. La trama è perfetta, non c’è un solo punto che sia meno che credibile. Mattia Lanza uno scrittore di quelli che vendono sul serio, viene trovato vicino ai corpi di moglie e figli uccisi, quasi catatonico e sporco del sangue dei suoi cari. Eppure non è stato lui, ci sono prove inoppugnabili. Chi abbia un minimo di familiarità con il mondo editoriale, riconoscerà le dinamiche che subentrano quando uno diventa famoso, compresi certi passaggi che sanno di sano realismo, chi non le conosce, avrà comunque una visione, sia pur parziale, di cosa c’è dietro un romanzo. Al di là di questo, De Marco è abilissimo nel disseminare briciole di inquietudine lungo tutto il racconto, una parola un minimo accadimento, un cambio repentino del tempo che ti fanno correre un brividino lungo la schiena, salvo renderle del tutto razionali e per niente inquietanti poche righe dopo rendendo la lettura appassionante. Un omicidio plurimo senza colpevole, un uomo che cerca di uscire dal baratro, una storia d’amore e un odio che chiede vendetta, il tutto mescolato come un Martini da un barman d’eccezione, che ci mette l’ingrediente segreto, quel qualcosa che all’ultimo sorso (in questo caso l’ultima pagina), ti lascia senza fiato e con le gambe che tremano

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Autore: Coleichelegge

Innamorata perennemente incazzata politicamente scorretta inesorabilmente libera

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