MILANO IN BIONDA

Dal 2008 a Milano c’è un appuntamento, quello con tanti autori e una bionda. La bionda è ovviamente una birra, quella che disseta gli “spettatori”  e quella che a ogni autore viene data per avere le mani occupate nei 5 minuti 5 che ha a disposizione per raccontare il suo libro e invogliare i lettori. Dopo lo scorso anno in cui è saltato praticamente tutto, Paolo Roversi (patron ed inventore di MilanoNera e di Milano in bionda), ha fortemente voluto ricominciare. E ha avuto ragione, complice il caldo non eccessivo in un tardo pomeriggio di fine agosto, il giardino di Labò si è riempito di gente. Autori e lettori che non si vedevano da tempo se non in video presentazioni on line, amici che si sono finalmente potuti incontrare e con le dovute cautele abbracciarsi. Cosa sia Labò, e come è legato a Morellini Editore, ve lo andate a guardare seguendo il link, Gli autori presenti erano tanti, se non li riconoscete dalle foto li trovate sulla pagina di Milano in bionda, con relativi titoli (chè non dimentichiamoci, sempre di libri stiamo parlando ed è bene ricordarlo) tutti hanno usato i loro minuti – quasi tutti i minuti – per un ricordo, un episodio o qualcosa di legato a due macigni. Uso la parola non a caso, perché sia Andrea Pinketts che Stefano Di Marino, erano due enormi solidi massi della scrittura di qualità, e adesso la loro mancanza è un macigno sul cuore di chi ha avuto la fortuna di conoscerli e di essergli amico/a. Roversi ha voluto che l’edizione di quest’anno fosse “intitolata” a loro e inevitabilmente anche se non ufficialmente, al nome di Tecla Dozio, che anche fra cent’anni, sarà nei nostri discorsi come se l’avessimo vista ieri. Ah, quando qualcuno, perdonatemi ma non mi ricordo chi, l’ha nominata, Tecla e Andrea per la precisione, una cornacchia (siamo poi a Milano e non a Londra)ha iniziato a gracchiare passando e ripassando sopra di noi, praticamente il corvo di Allan Poe in salsa meneghina. Lo so che alla fine della fiera in questo articolino non vi ho raccontato niente, ma lo scopo non era quello, era ribadire una volta di più, che un libro non è mai solo un tot di pagine rilegate più o meno bene, non è mai solo una storia più o meno bene raccontate, no, un libro è fatto di persone che da quelle parole sono partite per costruire rapporti, conoscenze e amicizie, affetti molto più che stabili, che danno sapore a ogni giorno.

PS se volete vedere delle foto belle andate a cercare quelle pubblicate dalle pagine e/o (che tante tante credo siano le sue) quelle di Grazia La Notte e se non siete suoi amici seguitela perché è una fotografa strepitosa

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Autore: Coleichelegge

Innamorata perennemente incazzata politicamente scorretta inesorabilmente libera

1 commento su “MILANO IN BIONDA”

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