A Rudolf, la renna che guida la slitta, affido gli auguri della
DONNA FUORI TEMPO

Ci siete tutti anche se è un po’ lungo
Ebbene sì, non so per quale congiuntura astrale, karma o difetto di produzione, sono sempre stata o in netto (e inconcludente) anticipo, o in netto ritardo (fuori tempo massimo per capirci). Si sarebbe dovuto capire quando mi hanno fatto cominciare la scuola dalla seconda (no, non quella che si chiamava primina, ma in seconda elementare proprio), l’anno dopo, cambiando città ho dovuto fare la prima e dio sa quante bacchettate ho preso perché mi distraevo, d’altra parte sapevo leggere e scrivere, immaginatevi quanto potevo rompermi le scatole a fare le aste. Ho studiato lo shatzu quando in Italia esisteva una sola scuola e non esistevano certificazioni ordini e simili, sono arrivati molto dopo, abilitando al lavoro gente che ha fatto corsi di 3 fine settimana (io 3 anni di scuola con iscrizione e relative lezioni alla facoltà di medicina). Ho studiato il counseling quando li counselor era una figura misteriosa che veniva dall’America e anche lì non c’erano attestati scuole specifiche e ordini più farlocchi di quello dei giornalisti. Mi sono ridotta la faccia ad un hamburger (e fracassata un tot di ossa) giusto una settimana prima di un appuntamento che avrebbe potuto cambiarmi la vita. Un produttore teatrale vero, mi aveva chiesto di andare a Roma per un provino, va da sé che è saltato. Mi sono licenziata nel 2007 mettendomi a fare una cosa (splendida) che ho finito nel 2008, avete idea di cosa sia stato trovare lavoro da quel momento in poi? Non ho fatto figli (vabbè il discorso è complicato) perché c’era sempre qualcosa di più urgente, ho rifiutato per tre volte di sposarmi e a 15 giorni dai 55 direi che sono decisamente fuori tempo. Tutto sto papello per dirvi che dai ricordi di fb è ricicciato fuori il seguente post scritto un anno fa, in cui distribuivo abbracci virtuali a chi non potevo raggiungere di persona. Fuori tempo un’altra volta o inconscia preveggenza visto che da un anno non abbracciamo più nessuno. Lo ripropongo con poche piccole variazioni (alcuni non c’erano altri se ne sono andati). La speranza è che non riescano a cambiarci, che ci sia rimasta la voglia di un abbraccio, che passata la paura ritroveremo noi stessi, che passata la rabbia ci torni la gioia di essere vivi.
Quest’anno che come tutti gli altri e per tutti gli altri, è stato per me a volte bello a volte tremendo. Quindi regalo un abbraccio, uno di quelli che sia pur virtuale, spero vi arrivi avvolgente e caldo, della forza e della durata di cui ognuno ha bisogno, o voglia o solo il piacere. Essendo virtuale ha di buono che chi non ne ha bisogno, può saltarlo a piè pari e chi se ne frega, va bene così.
Un abbraccio a chi ha perso la certezza del lavoro, che dia la forza per non smettere di provarci, perché quando sai che puoi mangiare (per non parlare di chi ha figli), tutto il resto si affronta.
Un abbraccio a chi non è da solo ma non si sente e non è al suo posto, ma per mille ragioni non può o non vuole cambiare posto e compagnia.
A chi si costringe a sorridere per non far soffrire chi ha vicino, con la speranza che quel sorriso diventi presto qualcosa di profondo, venga dal cuore e non sia solo sul viso.
Un abbraccio a chi per il primo anno avrà una sedia vuota a tavola o un numero in meno da chiamare, quest’anno purtroppo saranno in tanti.Passeranno il dolore e la rabbia, e quei posti vuoti si riempiranno di nuove persone, senza che per questo chi non c’è, se ne vada dal cuore.
Un abbraccio a chi ha trovato qualcuno o qualcosa di nuovo nella sua vita, un lavoro un’amicizia un figlio o un amore,che lo cercasse o meno, perché la gioia condivisa è tanta roba.
Un abbraccio a chi non ha il coraggio di ricominciare, trovatelo quel coraggio perché come diceva un grande uomo “ma io ti voglio dire che non è mai finita, che tutto quel che accade, fa parte della vita” e a chi ha ricominciato dando il merito ad altri. Siate orgogliosi, il merito di quel che fate è solo frutto del vostro essere. Prendetevi i vostri meriti, non se li merita nessuno oltre a voi.
Un abbraccio a chi a chi in questi giorni che dovrebbero essere di festa, sta affrontando malattie e paure che non hanno mollato e son rimaste anche se si parla solo di covid, un abbraccio per crederci insieme, che passeranno che la vita avrà la meglio, più di tutti a quelli che lo stanno facendo con un sorriso, senza farlo pesare, senza lamentarsi anche se la paura li divora.
Un abbraccio a chi tutti i giorni è nella mia vita, alle amiche che dividono risate e lacrime, paure e piccole vittorie, cose serie e cazzate immani. Siete i fiori che fanno bello il mio giardino, lo zucchero nel caffè, il sale nelle pietanze. Siete ciò che rende la vita degna di essere vissuta.
Un abbraccio al sangue del mio sangue, alle due persone per cui darei la vita, siete così perfetti con le vostre imperfezioni, che senza di voi forse darei molta meno importanza alla mia vita, siete l’amore.
Un ultimo abbraccio a chi mi ha ferito e a chi ho ferito, è così facile farsi del male senza nemmeno rendersene conto, ma è così bello abbracciarsi e cancellare le cose brutte che vale la pena perfino di farsi un po’ male.
Ne avrei ancora tanti di un abbraccio a chi, ma sono troppi per metterli tutti qui. Un abbraccio. Vi voglio bene, lo sapete vero?

grande Carla, ti do ragione su tutta la linea, ed in più scopro che leggerti è per me come averti davanti e parlare. Bracciatona grandissima, perchè se anche sembra che non ne hai bisogno, fa benissimo ugualmente.
marri