Ero terrorizzata dall’idea che ci sarebbe stata un’invasione di libri covidizzati, anche perché c’è da dire che gli autori più prolifici in genere sono i giallisti e il giallo noir il mio genere prediletto, il mio terrore è presto spiegato no?
Vero è che oltre ad essere i più prolifici, i giallisti sono anche (credo) i più venduti e letti, quindi era inevitabile che qualcuno chiedesse un romanzo o un racconto sull’argomento ad uno degli autori italiani più letto.
Che sia anche un amico lo sapete ormai tutti, spero che sappiate anche che questo – l’essere in amicizia con qualcuno – non influenza mai le mie recensioni su quello che scrivono. Li chiamo a testimoniare, se qualcosa non mi piace lo dico senza remore. Fatta questa premessa doverosa, va detto che forse solo de Giovanni (non me ne voglia nessuno) poteva trovare la chiave giusta per raccontare i mesi tremendi che abbiamo vissuto. Lo ha fatto raccontando la quarantena di due persone – che fra loro non si conoscono – e di un medico di terapia intensiva. Due persone che potrebbero essere i nostri vicini di casa o comunque qualcuno che incontriamo per strada, due vite che non hanno niente in comune, una ricca e una un po’ tenuta stretta coi denti ma dignitosa. Entrambi con dei problemi che l’isolamento amplifica a dismisura, due modi di affrontare i problemi completamente diversi. I loro destini finiranno per incrociarsi, perché la vita è fatta così, mescola le carte del mazzo e la mano che devi giocare la decide lei. Detto ciò, dalle prime pagine si ripiomba nell’incubo che a molti sembra ormai lontano – complice il fatto che ci si può muovere siamo tornati al ristorante a prendere un caffè e ad andare in vacanza – ma che in realtà è ancora sopra di noi come un’invisibile spada di Damocle, appena dietro le spalle quasi ancora sul collo, come ancora viva e in molti drammaticamente presenti, ci si rende conto leggendo, sono la paura il dolore il sospetto.
Ed è sentendosi nuovamente chiusi in casa con l’autocertificazione pronta da prendere insieme alle chiavi per andare a fare la spesa, che avanzando nella lettura ritroviamo la capacità unica che ha de Giovanni di raccontare l’animo umano, in ogni sua sfumatura. Sempre distaccato, mai giudicante ma eccellente fotografo capace di far emergere dalla foto luci ed ombre, senza trucco. Lascia che sia il lettore a trarre le sue conclusioni, lasciando delle suggestioni che ognuno può cogliere o meno a seconda della sua sensibilità. Per quanto sia certa che nessuno di noi, che sia stato toccato o meno dal covid, potrà mai dimenticare questo periodo, leggere e avere a portata di mano questo libro, una buona dose di accortezza e una scorta di mascherine, come capita con certe amare medicine, sia quasi obbligatorio.
