Natale è passato e spero che ognuno abbia trovato sotto l’albero quello che desiderava, si trattasse si cose materiali o no. Io continuo a darvi consigli brevi ma ponderati, perché comunque sia, un libro è sempre un’ottima compagnia.
Dei gialli leggeri che fanno ridere (sorridere), ambientati a Rimini. Un vicequestore bellissima e piena di soldi, che vive al Grand Hotel (precisamente nella suite Gradisca), una squadra di poliziotti eterogenea e irresistibile. Gino Vignali, autore a tutto tondo, porta nel giallo la satira l’ironia e se vogliamo, bisogna riconoscergli anche la capacità di costruire trame gialle che non deludono. Io ne sono entusiasta, e se poi qualcuno vuole sostenere che ho l’innamoramento facile, libero di farlo, ma a mia discolpa posso garantire che mi innamoro sempre delle cose/persone giuste. Accattatevilli e godetene come ne ho goduto io.
Se avete voglia di qualcosa di appena un momento meno leggero, potete leggere le storie scritte da Cristina Rava, di Ardelia Spinola, una Kay Scarpetta italiana, con molti meno titoli, molte attrezzature stratosferiche in meno, ma che vive con due gatti, si fidanza si sfidanza, è empatica, vuole bene ai suoi collaboratori e amici che la ricambiano. Ha delle intuizioni quando i morti che deve esaminare non sono tali per cause naturali, chiede, indaga, rompe le scatole (con discrezione sostiene lei), e in qualche modo partecipa attivamente alle indagini, quasi sempre senza cacciarsi in guai grossi. Sarebbe meglio leggerli in ordine di uscita, ma non è strettamente necessario, si seguono comunque i fili senza grossi problemi.
Usciamo dal giallo e passiamo all’azzurro, un romanzo senza tempo, forse nei dintorni di Bellano o forse no, con un ragazzino e suo nonno protagonisti assoluti di un giro nella Storia raccontata con leggerezza e precisione, divertente ma sempre con intelligenza. Bello, rassicurante, come deve essere una storia che ti prende e ti porta sulle ali della fantasia, per poi riaccompagnarti in terre note, con gentilezza.
E non lamentatevi che non c’è scelta.
