La verità su Amedeo Consonni – Francesco Recami

Recami lo conosciamo no? Ecco, se di suo e di solito è come dire, toscanamente bastardo, qui ha dato il meglio di sè. Si parte con la Mattioli Ferri messa all’angolo, Claudio ripulito che dall’angolo non la lascia muovere, Angela Mattioli che torna alla casa di ringhiera dove fra l’altro trova più o meno nell’ordine sparso: una teutonica gnocca stratosferica, che fa yoga sul ballatoio, e pare non accorgersi o non dar peso, al fatto che tutti ma tutti, bambini compresi, si siano innamorati. I cinesi che nel più perfetto silenzio entrano ogni notte, in fila, come soldatini a fare dio solo sa cosa, nei locali dove prima c’erano dei negozi, il Luis preoccupato a morte per dei misteriosi fenomeni di autocombustione per i quali non si trova spiegazione, i peruviani, anzi, le peruviane con i bambini sempre più sempre più scatenati. Eccetera eccetera. E il Consonni in tutto ciò? Come avevo anticipato stavolta mi è andata di lusso, l’articolo me lo ha raccontato lo stesso Recami con la complicità (non saprei come definirla altrimenti) di Alessandro Robecchi. Ieri sera alla Feltrinelli, in un ping pong a tratti esilarante ma assolutamente profondo si è parlato della scrittura di Recami, di come dietro a un romanzo che è come un’elica dove ad ogni curva trovi qualcosa di inaspettato, ci sia un lavoro scientifico di costruzione (cosa del resto immaginabile vista la quantità di avvenimenti ed equivoci che danno vita ad altri equivoci che poi devono comunque trovare un punto di arrivo). Si è parlato della casa di ringhiera come “parodia ” della stanza chiusa, perchè in effetti tutto accade all’interno e del fatto che oggi, fra applicazioni che ti fanno fare qualunque cosa dal divano e la pigrizia mentale dell’umanità, per il fatto di avere comunque una finestra sul cortile (quasi a nostra insaputa), siamo in realtà sotto gli occhi di tutti. Forse sono un po’ di parte, nel senso che adoro letteralmente questi gialli non gialli, questo giocare feroce dell’autore sia con i personaggi sia col lettore, esasperando tutto come in una commedia francese, questo sbeffeggio delle cose più terribili. Perchè diciamolo, in questo mondo grigio, solo una risata ci salverà. Il mio consiglio è quindi di regalarvele queste risate.
Si ringrazia Carlotta Perondini per la foto

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Autore: Coleichelegge

Innamorata perennemente incazzata politicamente scorretta inesorabilmente libera

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