No è che oggi, fra i ricordi di FB, c’era quello di una delle esperienze più assurde e gradevoli che abbia fatto. Presentare (con Massimo Sesena), il folle Berselli. E allora ho detto, ma cià che magari qualcuno non lo ha letto e gli facciamo venire la voglia.
“Anche le scimmie cadono dagli alberi” oltre al titolo di questo libro è, o almeno così ci viene raccontato, un proverbio giapponese la cui morale è che nessuno è perfetto, a tutti può succedere di sbagliare. L’errore in cui incappa Samuel è innamorarsi. Dopo una vita dedicata scientemente al cazzeggio si innamora dell’unica donna da cui dovrebbe stare lontano, il perché naturalmente si scoprirà con la lettura.
Chi pensi al Berselli di Non fare la cosa giusta potrebbe in un primo momento restare sconcertato da questo romanzo che è lontanissimo da un noir, secondo i canoni, ma nel contenuto ha una sorpresa. Ironia sarcasmo e a prima vista leggerezza sembrano i registri con cui Berselli affronta la vita di Samuel, in realtà va molto più a fondo, c’è una chiave di lettura che va oltre, che ci presenta un giovane di oggi, “vittima” della superficialità che è la cifra caratteristica del presente. C’è in questo romanzo una sorta di disincanto con cui Samuel affronta un mondo fatto di apparenze, a cui si è adattato come un camaleonte, spiazzando il lettore quando in un certo senso confessa la consapevolezza che non potrà durare per sempre. Che prima o poi dovrà adattarsi anche a diventare adulto in toto. Certamente il passaggio non sarà per forza legato alle convenzioni, forse non prevederà un matrimonio e dei figli, ma sicuramente l’abbandono di una spensieratezza che lui stesso riconosce essere una specie di corazza che si è costruito attorno. Un romanzo che per certi versi ricorda lo sguardo e il linguaggio di David Foster Wallace
